L'evangelico Carollo oppone lo spot Esselunga ai Pride, invocando un divieto alle drag


Il pastore evangelico Luigi Carollo appare davvero estenuante mentre persevera nel carcare di opporre lo spot di Esselunga ai gay. Il buonsenso ci suggerisce che uno spot contro i divorziati potrebbe essere opposto ai suoi idoli, dato che Salvini, Trump e Putin sono tutti rigorosamente divorziati e rientrerebbero a pieno titolo fra le persone che lo spot accusa di far soffrire i bambini. Ma lui no. Lui preferisce opporre la bimba dello spot ai Pride:



Se è vero che Carollo dedica post pressoché quotidiani all'istigazione alla discriminazione delle persone lgbt, pare davvero difficile comprendere il senso di quel paragone. Al massimo si riconosce lo zampino dell'ex senatore leghista Simone Pillon (suo ospite durante alcune veglie di preghiera a sostegno dei reati d'odio) in quell'abitudine ad auto-definirsi "medioevali" per fare vittimismo. peccato che nessuno abbia dato del "medioevale" a nessuno, dato che semmai è la sua parte che non accetta che le persone abbiano il diritto di poter divorziare.

Altresì evidente è come Carollo confini nell'omofobia dei suoi, certo che davanti ai diritti di una parte si farebbero andare bene ogni cosa. E così, va bene far sentire i bambini responsabili dei litigi fra i propri genitori se il padre è un maschio bianco e la madre è eterosessuale:



Insultati i gay, passa ad insultare le drag queen, ovviamente usando il genere sbagliato in modo da rendere evidente la sua volontà di offendere. Se nei giorni scorsi si lanciò nel sostenere che lui avrebbe voluto imporre il libro di Vannacci nelle scuole, oggi urla che bisognerebbe vietare ad una drag queen di poter presentare un libro che ha scritto. Il motivo? Nessuno, probabilmente lo dice solo perché lui pare odia le drag quasi quanto pare odiare i gay e le loro famiglie.
Cercando di fare inutile allarmismo, l'evangelico invita i genitori omofobi a "rilibrarsi". Peccato che tale frase sia alquanto sconclusionata, dato che si tratta di un evento inserito nell'Aosta Pride Week in cui i genitori sono liberi di poter portare (o di non portare) i propri figli all'evento. Sostenere che l'omofobo dovrebbe "ribellarsi" al genitore che decide di educare i figli al rispetto pare un atto fascita che calpesta la libertà educativa delle altre famiglie. Eppure lui scrive:



Sarà che Carollo parla per slogan, ma dire "giù le mani dai bambini" ad una drag che presenta un libro pare un'insinuazione che potrebbe rientrare a pieno titolo nel reato penale di diffamazione. Infatti il pastore dovrebbe spiegare in che modo starebbe mettendo le mani sui bambini. Infatti mica si parla di chi ha scritto messaggi a sostegno dei reati d'odio sul corpo di una bambina minorenne per finire su Rete 4 come un certo pastore...
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