Porro ha da ridire pure col Presidente della Repubblica


Stando a quanto scrive Nicola Porro, la Meloni asfalterebbe tutti ogni volta che apre bocca. Il Presidente Mattarella meriterebbe le sue contestazioni, la Santanché è una patriotica imprenditrice e la Ferragni andrebbe lapidata in piazza. Ed ovviamente, non esisterebbe alcun caso Verdini datoc he lui non parla mai di quella notizia:



Se lascia perplessi che un giornalista che fa da valletto alle festicciole della Meloni possa permettersi di sostenere che il Presidente della Repubblica sarebbe una minaccia alla democrazia, abbastanza irritante è che sul suo sito faccia scrivere:

Tralasciando il regno di Napolitano, da quando Sergio risiede sul Colle più alto di Roma, per almeno due volte ha evitato il ritorno alle urne alla caduta dei governi in carica. Nel caso del Conte I, ha avvallato la nascita di una maggioranza contraria ed opposta a quella fin lì al governo, peraltro mantenendo lo stesso premier. Alla crisi del Conte II, ha benedetto la salita al potere di Mario Draghi con una fiducia raccogliticcia e bipartisan nata per litigare.

Con buona pace per Porro, il Presidente ha il dovere di verificare se esista una maggioranza prima di sciogliere le camere. Ed è noioso il suo dire che lo scorso governo non sarebbe stato eletto, quando la maggioranza è stata ottenuta dalla volontà dagli eletti.
Tutto fa pensare che Porro voglia ingannare il suo pubblico per farsi promotore del presenzialismo che vorrebbe la Meloni, assicurando pieni poteri al primo populista riesca a vincere con una minoranza dei voti della minoranza degli elettori che si sono recati alle urne.
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