Il leghista Pillon sostiene che i gay siano "un problema" e si augura possano essere uccisi dai palestinesi


Sgradevole ed arrogante come sua prassi, il leghista Pillon ama sostenere che chiunque dissenta dalla sua pericolosa ideologia populista vada accusato di essere confuso. Perché lui, da vero maschione leghista, sarebbe il supremo detentore della verità divina sulla sessualità e sulla vita, motivo per cui non avrebbe problema a scagliare la prima pietra.
A suo dire, lui saprebbe con certezza che i malati terminali andrebbero torturati contro la loro volontà, che gli adolescenti con disforia di genere andrebbero privati dalle cure e che i Palestinesi meriterebbero di vedere i loro figli dilaniati dalle bombe israeliane perché non cristiani. E dato che l'idea che i mussulmani possano uccidere i gay parrebbe eccitarlo alla follia, dato che probabilmente li invidia a morte in considerazione di come lui debba limitarsi ad istigare omofobia, oggi scrive:



In realtà, la Palestina non è sinonimo di Hamas. Perché affermarlo sarebbe come sostenere che l'Italia sarebbe Salvini e che tutti gli italiani vadano ritenuti sequestratori di esseri umani. Se usassimo la sua teoria, sarebbe doveroso lanciare bombe sui civili italiani, magari iniziando proprio dalla suole che frequentano i figli dei politici leghisti.
E se lui odia i palestinesi quasi quanto odio i gay, non pare molto cristiano il suo augurare che possano uccidere i gay solo perché lui non viene lasciato libero di uccidere i palestinesi. E neppure si capisce perché la sua mente leghista lo porti a pensare che sia fondamentale uccidere necessariamente qualcuno.

E se Hitler sosteneva la retorica del "problema ebraico", Pillon parrebbe emularlo nel sostenere che libertà di fede ed omosessualità costituirebbero "due problemi" che lui vorrebbe "risolvere" vietando il diritto alla loro esistenza. Evidentemente non ha imparato nulla dalla storia.
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