Il leghista Sasso vuole un "contraddittorio" alla storia

Il leghista Rossano Sasso non si è lamentato quando la sua Giorgia Meloni ha usato Montecitorio per attaccare l'Europa attraverso una mistificazione del Manifesto di Ventotene. Però si infuria perché un istituto scolastico ha voluto ripristinare la verità storica e raccontare ai ragazzi cosa ci fosse di inesatto in quella fantasiosa ricostruzione:

Considerando che Sasso è un promotore della truffa "gender", pare abbastanza comico insista nel parlare al maschile della signora Meloni solo perché lei vorrebbe strizzare l'occhio ad un elettorato misogino. E non meno comico è il suo sostenere che in "democrazia" andrebbe imposto un "contraddittorio" alla verità storica. Infatti quella teoria dovrebbe portarci a ritenere che non si possa condannare il nazismo in assenza di un nazista che sventoli la svastica davanti agli studenti. E chissà se almeno potremo dire che la pedofilia è un crimine senza che lui esiga un prete pedofilo chiamato a sostenere la legittimità dell'abuso minorile...
La tesi del leghista Sasso è che la realtà storica sarebbe "ideologia" perché in contrasto con il revisionismo storico imposto dalle destre:

A rappresentare una vera ideologia è chi si inventa la Padaia o chi vuol campare di suprematismo. Non è certamente spiegare che la Meloni ha cercato di ingannare il suo elettorato con una serie di affermazioni false e prive di contraddittorio:

Ma Sasso preferisce elencare tutte le sue polemiche dell'ultimo periodo, spiegando che sarebbe fatto divieto criticare le politiche migratorie di Salvini o non permettere ai figli degli extracomunitari di potersi arrampicare sulle ringhiere delle scale se si dichiarano omofobi quanto i leghisti:

Ne conclude che mettere in discussione le mistificazioni storiche di Giorgia Meloni sarebbe "indottrinamento". Evidentemente sogna un'Italia in cui sia fatto divieto mettere in dubbio la loro propaganda:

Premesso che un sottosegretario dovrebbe preoccuparsi d'altro e non certamente passare il suo tempo ad attaccare singoli presidi, non è chiaro se il suo intento sia quello di minacciare qualunque istituto faccia informazione contro gli interessi propagandistici delle destre. Infatti è evidente che chi promuoverò populismo non avrà problemi, chi dissente dal loro indottrinamento rischierà un'ispezione ministeriale.
L'atteggiamento di Sasso viene interpretato come un'attività di epurazione e di censura del pensiero dai suoi seguaci, i quali arrivano ad usare i social per segnalare i nomi di insegnanti che sostengono dovrebbero essere licenziati perché hanno osato criticare Salvini:

Peccato che sia evidente che Salvini cerchi un elettorato che voti di pancia, motivo per cui forse andrebbero licenziati gli insegnanti che non si accorgono di quell'evidenza. Ma non è un buon segnale una destra che chiede ai propri politici di epurare chiunque osi esprimere idee sgradite al partito.