L'ufficio scolastico sconta le polemiche di Rossano Sasso sulla "sala arcobaleno" sgradita ai leghisti

Con buona pace per il leghista Rossano Sasso, si sta sgretolando la loro retorica strumentale sul povero figlio di extracomunitari che avrebbe ricevuto una nota disciplinare perché si era rifiutato di salire i gradini della "scala arcobaleno" dipinta presso il suo istituto per la Giornata nazionale contro l'omofobia e abbellita con una decalogo di termini valoriali quali "inclusione", "accoglienza", "non discriminazione".
Nonostante il leghista Rossano Sasso affermasse che studente sarebbe "stato accusato di omofobia per non aver voluto salire la scala arcobaleno", l'Ufficio scolastico regionale ha smentellato la sua ricostruzione. Il dirigente Marco Bussetti ha spiegato: "Non ci sono motivazioni ideologiche dietro la nota comminata allo studente veronese che si è arrampicato lungo il corrimano di una scala color arcobaleno: l'unica motivazione dell'annotazione riguarda esclusivamente il comportamento dell'alunno, che ha messo in gravissimo pericolo la propria vita".
Infatti il minore osannato dai leghisti avrebbe preso una nota per essersi arrampicato sulla ringhiera della scala, a penzoloni nel vuoto, come forma di sfida all'insegnante. Poi al preside avrebbe detto di essere contrario ai gay.
Su quell'episodio il deputato leghista Rossano Sasso ha cercato di creare un caso che potesse promuovere l'uscita del suo nuovo libro anti-gay. Sono poi seguiti i comunicati dell'organizzazione forzanovista Provita Onlus, le lamentele del leghista Pillon e una Silvia Sardone che ci spiega che il direttore de Il Tempo elogia l'atteggiamento del minore. Insomma, per la destra italiana il problema dell'Italia è che ad un figlio di immigrati non sia stato permesso fare acrobazie sulel scale picome forma di disprezzo verso le persone lgbt.