Leonardo La Russa resta accusato di Revenge Porn, ma Porro vuole che le donne si scusino con lui

Nicola Porro vuole che le donne chiedano scusa a Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del Senato, che non andrà a processo perché i giudici sostengono che non fosse stato in grado di capire se la ragazza con sui stava facendo sesso fosse capace di intendere e di volere. Ma forse andrà a processo per revenge porn, anche se Porro parrebbe ritenerlo un peccato quasi veniale dato il suo scrivere:

L'articolo pubblicato da Porro sostiene che si dovrebbe far schifo chi pensa che sarebbe meglio fare sesso con donne coscienti, perché "per la Procura non ci sono prove per accusare di violenza sessuale il figlio del presidente del Senato".
Anzi, Max Del Papa tenta persino di usare la vicenda per attaccare le donne, con tanto di insulti gratuiti alle persone transgender dato che l'offesa gratuita piace sempre ai loro lettori:
Di certo c’è che quella della pubblica accusa è una richiesta politica, e una volta tanto benvenuta perché politica, non politicante, non militante: può benissimo darsi che dietro ci sia un discorso opportunistico, di spartizione del potere, i soliti sospetti che resteranno tali, ma prima dei sospetti una evidenza: la decisione, comunque da sancire in giudizio, comincia a riequilibrare un pensiero giudiziario aberrante figlio di un ideologia aberrante secondo cui la femmina – ma come? Ci sono ancora le femmine? non era tutta una faccenda autopercettiva? – ha sempre ragione, se apre bocca la sua è verità rivelata e non c’è bisogno di indagare, di dubitare. Su un simile, farneticante presupposto le sentenze dei tribunali si son fatte scandalosamente, paranoicamente parziali, pericolosamente orientate e ne è nato, oltre al resto, un business del vittimismo lucroso che, tanto per citarne un solo aspetto, vede ogni anno in Italia qualcosa come dodicimila uomini, maschi bianchi, padri distrutti, privati del loro ruolo, della prole, condannati a versare a vita alimenti e prebende per accuse lungi dall’essere provate, marchiati per sempre come mostri, orchi, predatori.
Peccato che la Procura sia convinta che la ragazza non mentisse e che davvero non fosse stata capace di comprendere ciò che stava accadendo. Accusarla di aver mentito è semplicemente un voler insultare le donne che denunciano.