Pillon e Totolo cercano di intestarsi il nuovo Papa. Trump già lo attacca

Il leghista Simone Pillon non è felice per l'elezione del nuovo Papa: è felice perché Leone XIV non piace alle persone che lui odia e quindi lo ritiene un dispetto al pensiero altrui. D'altronde l'ideologia populista prevede che nulla sia fatto per il bene comune, ma tutto sia finalizzato contro qualcuno:

In quella loro solita corsa ad intestarsi la vicinanza dei clerici, Pillon sostiene che il nuovo Papa potrebbe aiutare i no-choice a privare le donne dal loro diritto di scelta:

Ovviamente tenta persino di sostenere che il suo Papa non ostacolerà le deportazioni e le discriminazioni perpetrate dal suo Trump:

In realtà la sua asserzione pare discutibile, dato che Leone XVI non parrebbe per nulla trumpiano, ma evidentemente Pillon ha deciso di sostenere la tesi che più gli faceva comodo:

Censurate le critiche a Vance e sostenuto che le donne verranno penalizzate, Pillon ne conclude che Leone XIV sarebbe il Papa che leghisti e integralisti aspettavano:

La frase sottointende il suo rinnovato disprezzo per Bergoglio, da loto accusato di predicare l'accoglienza, di non essere un no-vax e di non essere stato complice dei crimini di Netanyahu.
Il nuovo Papa parrebbe piacere anche ai suoi amici di CasaPound, che sognano un ritorno all'estremismo di Benedetto XVI:

Quindi la signora Totolo guarda l'abito e non il monaco? E lo saprà che i trumpiani stanno già dicendo che Leone XIV sarebbe marxista. Evidentemente Pillon e Totolo non si sono accora conformati alle linea decisa da Trump, che ha deciso che il nuovo pontefice vada criticato e non osannato.