Il tempo raccatta il padre di Leoni, che insulta pubblicamente il figlio per santificare Vannacci

Il leghista Vannacci è probabilmente uno dei personaggi più squallidi dei nostri tempi. Sposa donne romene mentre pretende di dare patentini di italianità alle donne italiane, propone di separare i bimbi disabili dai loro compagni di class e ha cercato di fare soldi facili con un libretto in cui sosteneva che i gay non fossero normali.
Ma forse è quello il motivo per cui piace a neofascisti, ungheresi e russi al punto che Salvini lo ha reso vicepremier della Lega. Ed ovviamente Tommaso Cerno, che lavora al solo del deputato leghista Angelucci, insulta chiunque osi pensare che Vannacci non sia il nuovo messia:

Quindi la "famiglia tradizionale" è quella in cui i padri diffamano i figli per glorificare chi istiga razzismo e intolleranza? Angelucci gli avrà dato die soldi per scrivere quella lettera a di offese e insulti alla carne della sua carne?
Non sarà che è proprio il padre di Leoni a non meritare nemmeno di spolverare le scarpe a suo figlio? Perché se ama così tanto Vannacci, nessuno gli vieta di prendere la cittadinanza romena e di sposarselo, senza proporsi come il padre che preferisce Vannacci a suo figlio.
Nella sua lettera, il signor Silvio Leoni ringrazia Tommaso Cerno per "per l’opportunità che mi accorda di manifestare pubblicamente, con una lettera aperta a mio figlio, Simone Leoni, neo-segretario nazionale dei giovani di Forza Italia, tutto il mio sdegno per le gravi parole che egli ha osato pronunciare contro il Generale Roberto Vannacci accusandolo falsamente".
E già qui viene da ridere. Considerando che Leoni ha semplicemente curato le dichiarazioni elettorali di Vannacci, pare davvero deprecabile che Leoni voglia sostenere che si tratterebbe di "false accuse". Ma il signor Leone tenta di buttarla in caciara, sostenendo che il permettersi di contestare le idee politiche di un politico leghista sarebbe offensivo verso tutti militari.
Ma anche in questo caso pare dire sciocchezze, dato che molti militari hanno doverosamente preso le distanze da Vannacci e probabilmente è lui che li sta insultando sostenendo che chi indossa la divisa dovrebbe necessariamente teorizzate la supremazia razziale del maschio bianco dai tratti algerini che sposa donne romene.
Leone dichiara di voler dichiarare ai paracadutisti di tutto il mondo "che le gravissime parole di mio figlio mi hanno oltremodo ferito e disgustato". E gli insulti proseguono:
E, a questo punto, mi permetterà di rivolgermi direttamente a mio figlio Simone. La Lealtà, Simone, non è un optional per un Uomo. Sei stato sleale accoltellando alle spalle un alleato. Gli hai addebitato, falsamente, pensieri contro disabili, gay e neri che lui non ha mai - e sottolineo mai - espresso né nel suo libro né in altre occasioni. Tutti argomenti che una miserabile sinistra - ripetutamente smentita - ha usato senza successo contro Vannacci. E ora tu hai fatto la stessa cosa. Tu lo sai che è falso ciò che hai detto. Così come miserabile è il tentativo di rovesciargli addosso, addirittura, la responsabilità dei suicidi di alcuni ragazzi. Semmai dovreste chiedervi dove eravate voi mentre il vostro povero amico che si è tolto la vita nei mesi scorsi si tormentava l’anima, evidentemente non compreso nel suo disagio. Attribuire a Vannacci il suicidio di alcuni ragazzi è la cosa più bassa e spregevole io che abbia mai visto in vita mia. Dio abbia pietà di chi usa questi mezzi e tenga stretto a sé quel povero ragazzo.
Con buona pace per Leoni, l'omofobia ha spinto al suicidio tanti ragazzi. Come definisce un generale che fa soldi dicendo che i gay andrebbero ritenuti anormali? Lo dica pure, magari senza bestemmiare Dio e senza usarlo per diffamare chi difende i più deboli.
Quasi non avesse alcun argine morale, Leoni fisco per tritare in ballo persino la nonna morta:
Ma c’è altro che voglio dirti. Tua nonna Gloriana ti aveva lasciato una sorta di testamento spirituale nella speranza, a questo punto vana, che tu riuscissi a tenere la prua orientata ai migliori Valori. Io non so se lo hai dimenticato o se lo hai volutamente ignorato. Ma, caro Simone, prima o poi la contraddizione fra il tuo agire e l’educazione che ti discende dalla Famiglia Leoni ti costringerà inevitabilmente a guardarti allo specchio. E non sarà un bel momento.
Ed ancora:
Mi dispiace per te Simone che ora ti trovi a confrontare questa lettera valoriale di tua nonna Gloriana con i tuoi giochi politici. Arriverà il momento in cui, finalmente solo con te stesso, dovrai fare i conti con questa dicotomia. Due ultime questioni: nel tuo attacco al Generale Vannacci hai usato lo stesso metodo che usò un alleato, traditore, contro Silvio Berlusconi. Nessuno te lo dirà mai questo. E tocca a tuo padre dirtelo. Ora siete voi a usare gli stessi identici metodi. Non vi porterà bene, come non ha portato bene a quel signore, oggi condannato. Hai osato dare del «codardo» ad uno dei migliori ufficiali che l’Italia abbia mai avuto. A te che infanghi il cognome che porti - non dimenticare mai che nel cartiglio dello Stemma di Famiglia c’è inciso il motto "Pro Deo et Patria".
Con tutto il rispetto, a noi pare che l'unico che sta infangano il nome della famiglia e che stia stuprando la madre morta sia quel tale che è andato da Cerno ad offrirsi di diffamare il figlio in gloria di un signore che inneggia ai camerati della Decima Mas. Eppure gli insulti continuano:
Tu sei l’ultimo che si può rivolgere a Vannacci definendolo codardo. Vergognati! E ricordati che il coraggio, che tu non hai, Vannacci lo ha messo a disposizione non solo della Patria, non solo dei suoi uomini che ha riportato a casa sempre vivi, ma anche di quelle centinaia di ragazzi in divisa, morti o che stanno morendo per l’uso, infame, di proiettili all’uranio impoverito mentre tu dormivi sereno nella tua bambagia. Tu non sei degno, Simone, neanche di spolverare gli anfibi al Generale Vannacci.
Tuo padre
Siamo certo che due padri gay non siano preferibili a un leoni he preferisce la propaganda di Vannacci a suo figlio?