La destra sperpera milioni in inutili campi di deportazione, ma poi sbraita contro i 60mila investiti nella logistica del Roma Pride


Il Governo Meloni ha speso milioni di euro per inutili centri di deportazione in Albania. Ha insistito nello spendere altre centinaia migliaia di euro per trasportare poche decine di migranti con enormi navi militari, accollandoci più anche i milioni rigirati sui progetti di fattibilità di un ponte che probabilmente non sarà mai costruito.
Ma il Secolo d'Italia assicura che il loro problema è che il sindaco di Roma abbia investito 60mila euro nei diritti civili. E pazienza il ritorno sarà stato sicuramente maggiore, l'importante è chiarire che gli omofobi dovrebbero votare la loro Giorgia Meloni perché lei è nemica della pari dignità:



L'articolo di Luisa Perni ci spiega che Fratelli d'Italia sostiene che i gay sarebbero "sessisti" perché Giorgia Meloni è una donna e loro osano contestare le sue politiche. In pratica, ci propongono una mistificazione simile al loro accusare di "antisemitismo" chiunque pensi che Netanyahu non dovrebbe uccidere bambini. Ed infatti se ne escono anche con l'accusa di essere anti-israeliani perché contrari al genocidio palestinese, in evidente offesa al pieno appoggio che la destra sta offendo a quel massacro:



Sbocciolate le solite accuse di blasfemia inventate da quei sedicenti "cristiani" che poi gioiscono ogni volta che i figli dei migranti affogano in mare, ci spiegano che la destra non obietta solo quando quelle somme finiscono ad eventi confessionali:



Secondo la loro logica, le tasse dei gay non dovrebbero poter contribuire a manifestazioni che non interessano all'eterosessuale di destra, ma i mussulmani devono pagare le loro preghiere.
Se è vero che l'elettorato di Giorgia meloni è perlopiù composto da razzisti, intolleranti e omofobi, alla signora si potrebbe ricordare che lei è anche la presidente di chi non l'ha votata. Il suo perseguire i soli interessi del suo elettorato è un'offesa alla Repubblica, dato che la paghiamo per essere la presidente di tutti e non certamente per usare Palazzo Chigi come strumento per la sua propaganda personale.
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