Cerno non dica sciocchezze: Falcone non voleva la separazione delle carriere


“Una separazione delle carriere può andar bene se resta garantita l’autonomia e l’indipendenza del pubblico ministero. Ma temo che si voglia, attraverso questa separazione, subordinare la magistratura inquirente all’esecutivo. Questo è inaccettabile“. Queste furono le parole di Giovanni Falcone in un’intervista rilasciata a La Repubblica il 25 gennaio 1992.
Secondo Tommaso Cerno, la si dovrebbe ritenere una benedizione alla riforma Nordio, nonostante l’esplicita condanna a chi vorrebbe svuotare l’autonomia del Pm come pare evidente intenzione delle destre.



Ancora più netto fu Paolo Borsellino in un’intervista a Samarcanda del 23 maggio 1991: “Separare le carriere significa spezzare l’unità della magistratura. Il magistrato requirente deve poter svolgere la sua funzione senza dover rendere conto al potere politico“. In una lettera privata, Borsellino definisce la separazione “un cavallo di Troia per disarticolare la forza unitaria dell'azione giudiziaria“.
La verità documenta è questa, con buona pace per Cerno.
1 commento