Chef Paolo Cappuccio cerca personale: «Esclusi comunisti e gay»

Chissà se i clienti dello chef Paolo Cappuccio si sentiranno orgogliosi di dare i loro soldi a chi è andato a Radio 24 a vantarsi di essersi fatto tatuare una svastica e Mussolini sul corpo. E il motivo dell'invito pare altrettanto vergognoso, dato che a fargli ottenere visibilità è stato un annuncio di lavoro contrario a ogni norma vigente, in cui lo chef si cimentava in uno sconcertante tentativo di ricerca del personale: "Seleziono chef con brigata per hotel quattro stelle in Trentino -diceva il testo- Da dicembre a fine marzo. Chef più tre capo partita ed 1 pasticcere. Per info in privato, grazie. Evitate di farmi perdere tempo. Sono esclusi comunisti / fancazzisti. Master chef del cazzo ed affini. Persone con problemi problematiche di alcol droghe e dì orientamento sessuale. Quindi se eventualmente resta qualche soggetto più o meno normale.... persone referenziate se rimangono ben volentieri. Evitate di commentare cazzate sarete automaticamente bruciate".

Cappuccio non chiede curriculum, ma solo personale che siano di estrema destra e dichiaratemene eterosessuali. Ed una selezione basata su orientamento sessuale e politico è illegale oltre che deprecabile.
Cappuccio è nato a Napoli nel 1977. Ha lavorato per La Casa degli Spiriti a Costermano, in provincia di Verona (che in un comunicato stampa si è dissociata dalle parole di Cappuccio, sottolineando come sia stato loro chef oltre un decennio fa e stigmatizzando affermazioni "discriminatorie e inaccettabili, diametralmente opposte dai valori della nostra realtà, sia ieri che oggi") e a La Stube a Madonna di Campiglio (Trento).