È pioggia di assoluzioni nella sentenza su Bibbiano: la verità giudiziale smentisce la propaganda della destra

Bibbiano verrà ricordato come uno tra i più efferati casi di sciacallaggio politico. I giudici hanno infatti smontato le accuse cavalcate per mesi da Salvini, Meloni e Giordano, chiarendo che “non c’erano ladri di bambini” ma solo professionisti che cercavano di proteggere i più deboli.
I giudici hanno assolto 11 imputati su 14 (tra assistenti sociali, psicologhe, educatori e genitori affidatari) su cui pendevano oltre cento i capi di imputazione. La principale accusata, ossia l’ex responsabile dei servizi sociali della Val d’Enza Francesca Anghinolfi, è stata condannata per falso in bilancio e non per presunti abusi.
La sentenza ha anche smontato l'accusa del pubblico ministero Valentina Salvi, la quale sosteneva che gli operatori dei servizi sociali Val d'Enza attestavano nelle relazioni sui minori e il tentativo di inculcare attraverso la psicoterapia memorie di abusi sessuali mai subiti.
Insomma, l'esito processuale parrebbe indicare che Bibbiano fu un caso mediatico organizzato a fini propagandistici dalla destra sulla pelle dei bambini. Durante il processo, durato ben tre anni, è stata ricostruita una verità giudiziale diametralmente opposta a quella del processo mediatico orchestrato da Lega e Fratelli d'Italia. E tanti sono i danni irreparabili provocati al sistema della tutela dei minori dalle loro false accuse.