La Lega rivendica il diritto alla xenofobia, sostenendo che la legalità sarebbe "censura"

Savini mandava i vigili del fuoco all'interno di abitazioni private per far togliere gli striscioni che lo contestavano, ma ora sostiene che rimuovere i suoi manifesti razzisti per palese violazione ai regolamenti vigenti sarebbe "censura".
Peccato non si tratti di censura, ma di presunti reati relativi a propaganda xenofoba. Se Salvini non attuasse continui atteggiamenti ritenuti contrari alla legge, non sarebbe a processo per sequestro di persona e non vedrebbe rimossi i suoi manifesti di istigazione alla discriminazione. Gridare alla "Censura" perché qualcuno chiede che anche il leader leghista rispetti le leggi pare abbastanza surreale
A dire "sì" al razzismo e alla propaganda d'odio si sarebbero presentati 15 leghisti:

Si tratta si militanti di un partito che non ci ha ancora restituito i 49 milioni che hanno rubato agli italiani, senza che nessuno pagasse per un comprovato crimine. Sono esponenti di un partito che diceva che Roma fosse "ladrona" e che usava soldi pubblici per censurare le vere opinioni:

Davvero non capiscono che la xenofobia è un crimine e non una opinione? E che dire della signora Ceccardi e del suo sostenere che pire il contrasto alle fake-news sarebbe "censura"?

Vogliono bugie, xenofobia e istigazione al razzismo? E se ne vantano pure?