La Rai di Giorgia Meloni prova ad azzittire Sigfrido Ranucci. Preferiscono i rutti di Pino Insegno?

È evidente che le destre non gradiscano le inchieste giornalistiche di Report, ma è grave che Giorgia Meloni stia provando in tutti i modi a censurarlo. Dopo i tagli al programma e minacce di provvedimenti disciplinari, avrebbero tolto a Sigfrido Ranucci la responsabilità del programma.
Lo annunci alo stesso conduttore, scrivendo su Facebook: «Dopo circa 10 anni, la Rai ha deciso, per motivi noti, di togliermi la responsabilità della firma per quello che riguarda presenze, contratti, trasferte, acquisti, questioni legali penali civili e rapporti con authority».
La gestione amministrativa di Report passerà a Luigi Pompili, descritto da Ranucci come «un collega in gamba e appassionato di Report che segue da sempre». Nel suo messaggio, il conduttore ha voluto ringraziare il suo team per «la lealtà, la professionalità, la passione e la fedeltà» dimostrate, sottolineando il loro impegno nel «rispettare il denaro pubblico, incarnando lo spirito del servizio pubblico».
Nonostante le difficoltà, Ranucci assicura: «Dal punto di vista editoriale, continueremo a fare il nostro lavoro come solo noi riusciamo a fare: con coraggio, indipendenza e competenza».
Ma è evidente che la gestione Meloni della Rai punti su lottizzazione, censura e servilismo. Le voci scomode vanno azzittiti, agli amici si danno programmi che nessuno guarda.
Attaccare il giornalismo d'inchiesta è un atto grave, che mostra un potere che vorrebbe controllare i cittadini relegarli a dover guardare i rutti in prima serata proposti dal suo Pino Insegno.