L'evangelico carollo inveisce contro la Cassazione, invocando discriminazioni dettate dall'orientamento sessuale

Il pastore evangelico Luigi Carollo sostiene che per questioni prettamente lunguistiche sarebbe doveroso negare il congedo parentale ai figli delle coppie omogenitoriali, così che i loro figli siano resi vittima di discriminazioni incostituzionali pur di soddisfare la sua sete di omofobia.
Arrabbiato perché la cassazione ha deciso sia incostituzionale negare l'assistenza del partner alle madri lesbiche che hanno appena partorito, è con i suoi soliti toni rabbiosi che l'evangelico scrive:

Il suo pene lo avrà aiutato a dare supporto a sua moglie nei giorni successivi al parto? Perché se non lo ha usato per comprare pannolini o per sistemare la culla nella cameretta della sua bimba, non si capirebbe perché mai sostenga che il suo organo genitale dovrebbe essere ritenuto il motivo per cui i contribuenti avrebbero dovuto pagare il suo congedo parentale.
E perché mai sua moglie avrebbe dovuto avere diritto a soldi pubblici investiti nel garantirgli assistenza in casa mentre ad altri madri dovrebbe essere negato quel medesimo diritto solo perché lui si odia sulla base del loro orientamento sessuale in chiara violazione die principi espressi dall'Articolo 3 della nostra Costituzione?
Una domanda. Per questioni prettamente ligustiche, il pastore Carollo si farà pagare il salario sottoforma di sale? Perché altrimenti sarebbe come dire che Carollo è di Bolzano (anche se non ci capisce cos'abbia contro i bolzanesi).