L'odio di Pillon contro Laura Santi, giornalista coraggiosa che ha scelto come morire

Il leghista Simone Pillon non ha perso tempo per usare una vicenda drammatica a suo uso e consumo, sostenendo che sarebbe in odio verso il Pd che i fondamentalisti cristiani dovrebbero aiutarlo ad ottenere leggi che gli consentiranno di poter torturare sadicamente i malati terminali contro la loro volontà.
Laura Santi ha semplicemente scelto come morire, nel rispetto di se stessa e delle leggi. L'odio che Pillon le sta riservando è a dir poco osceno:

Se una persona è stata amata, è normale che susciti bei ricordi. E se si vuole parlare di spettacolarizzazioni, forse si potrebbero ricordare le carrozze trainate da cavalli che vennero usate per i funerali di quei bambini inglesi che lui avrebbe voluto sottrarre alle tutele del loro stato.
Laura Santi, 50 anni, era affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla. La giornalista aveva avuto il via libera dalla sua ASL di riferimento il mese scorso dopo due anni e mezzo dalla sua richiesta per l’accesso al suicidio assistito e un lungo percorso giudiziario. Il farmaco e la strumentazione necessaria sono stati forniti dall’azienda sanitaria, mentre il personale medico e infermieristico che l’ha assistita nella procedura è stato attivato su base volontaria.
“La vita è degna di essere vissuta, se uno lo vuole, anche fino a 100 anni e nelle condizioni più feroci, ma dobbiamo essere noi che viviamo questa sofferenza estrema a decidere e nessun altro”. Sono queste le parole di Laura Santi, affidate all’Associazione Luca Coscioni, di cui è stata attivista e consigliera generale.
“Io sto per morire. Non potete capire che senso di libertà dalle sofferenze, dall’inferno quotidiano che ormai sto vivendo. O forse lo potete capire. State tranquilli per me. Io mi porto di là sorrisi, credo che sia così. Mi porto di là un sacco di bellezza che mi avete regalato. E vi prego: ricordatemi. Sì, questo ve lo chiedo, ricordatemi. E nel ricordarmi non vi stancate mai di combattere. Vi prego, non vi rassegnate mai. Lo so, lo so che lo fate già, però non vi rassegnate mai. Non vi stancate mai, anche quando le battaglie sembrano veramente invincibili”.
Laura Santi ha dovuto affrontare un lungo e complesso iter giudiziario, civile e penale, per vedere riconosciuto il diritto ad accedere al suicidio medicalmente assistito. Pillon la insulta perché potrebbe aver salvato molte altre persone dalle feroci torture che lui vorrebbe infliggere ai malati. E non è certamente estraneo al calvario che Santi ha dovuto affrontare per vedere riconosciuti i suoi diritti: due denunce, due diffide, un ricorso d’urgenza e un reclamo nei confronti dell’azienda sanitaria e due anni di attesa per ottenere una relazione medica completa che attestava il possesso dei requisiti stabiliti dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale. Poi, a giugno del 2025, è arrivata la conferma dal collegio medico di esperti e poi del comitato etico sul protocollo farmacologico e delle modalità di assunzione.
Il tema in questione è semplice. Credete che siate voi a dover decidere della vostra vita o date ragione a Pillon e al suo sostenere che dovrebbero essere lui e Jacopo Coghe ad avere il totale controllo delle vostre vite? Volete che Pillon vi possa torturare contro la vostra volontà? Volete che Jacopo Coghe possa fare fatturato sulla vostra sofferenza? Oppure i due estremisti dovrebbero pensare alle loro vite e lasciare che gli altri possano decidere per sé stessi, senza che loro dicano di voler scegliere come si dovrebbe nascere, chi si dovrebbe amare o come si dovrebbe morire?