Pilon elogia le tette di Sydney Sweeney, inneggiando allo spot che gioca con le teorie naziste


Da papà e da catechista di estrema destra, il leghista Simone Pillon sostiene che la vera "bellezza" sarebbe una ragazzina che si piega in avanti per mostrargli le tette nel tentativo di suscitare pensieri impuri al maschio eterosessuale bianco.
Poi, forse intenzionato a sembrare più maschione, ci tiene anche ad affermare esplicitamente che lui apprezzerebbe moltissimo sia le tette che il culo di Sydney Sweeney, riducendola di fatto ad un oggetto sessuale non dissimile da quelle bambole gonfiabili con cui Salvini rappresentava le donne durante i suoi comizi.
Da lì, inizia a mistificare le perplessità espresse da imprecisate "femministe liberal", affrettandosi che davanti a quelle tette lui pensa a quatto odierebbe la sinistra, a quanto preferisca il motore a scoppio ai monopattini o quando detesti le pubblicità di Idealista in cui ci sono ragazzi gay.

Se quelli sono i suoi primi pensieri davanti alle tette di Sydney Sweeney, faremo finta di credere al suo affermare che lui le avrebbe guardate con attenzione. Fatto sta che l'ex senatore leghista scrive:



Lo spot in questione, diffuso e benedetto da Pillon, si basa sul mostrare mostra una ragazzina che si piega sul motore per mostrare le sue tette al pubblico. Poi si alza, spetta che il suo fondoschiena sia in primo piano e si struscia le mani sul sedere. Segue poi lo slogan che ha suscitato le polemiche, ma che lui si guarda bene dal citare nell'evidente tentativo di ingannare il suo pubblico:


Pillon vede quel fondoschiena e il suo primo pensiero sarebbe ricolgo ai gay e all'odio che lui nutre contro di loro? E non meno squallido è come si affretti ad insultare le donna grasse, sostenendo che diventeranno delle gattare perché ogni maschio di destra non guarderà mai oltre l'aspetto.

Considerano che ci sono decine di spot in cui delle ragazze mettono in mostra i loro corpi, pare evidente che Pillon taccia qualcosa. Infatti ha omesso la vera polemica, basata sul sostenere che lo slogan “Sydney Sweeney has great jeans” è un gioco di parole tra “jeans” e “genes” (geni) che conterrebbe richiami a ideologie razziste e concetti legati all’eugenetica.
Pillon fa polemica senza citare la vera polemica, preferendo sostenere la teoria di Fratelli d'Italia sul fatto che quello spot sarebbe la massima rappresentazione al sessismo e al razzismo di Trump e un insulto a chi crede nel rispetto:



A detta del Secolo d'Italia, il gioco di parole non sarebbe solo un'ipotesi ma una certezza. Evidentemente pensano che il loro pubblico potrebbe apprezzare un riferimento alla "purezza della razza" teorizzata dai nazisti:



Per loro, usare la donna come oggetto sessuale sarebbe "ritorno alla normalità". Ma in fondo, Pillon sa benissimo chi sia il suo pubblico di riferimento, ossia personaggi che fanno del razzismo e del body shaming un motivo di vanto:







Al solito, tutto diventa pretesto per spargere odio e per insultare chi non è di estrema destra. E quindi si sostiene che le donne di sinistra sarebbero brutte e che Pillon sarebbe virilissimo perché fa apprezzamenti alle ragazzine.
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