Porro vorrebbe schierare contro la Gabanelli un tizio che manco sa bere da una bottiglietta d'acqua?


Nicola Porro sostiene di ver schierato il suo Max Del Papa contro Milena Gabrielli. E già qui di parte malissimo, dato che da una parte troviamo una vera giornalista contrapposta ad un tizio che preferisce gli insulti alle argomentazioni pur di farsi pagare da chi pensa che il giornalismo di faccia facendo "toc toc":



La tesi del signor Del Papa è che le inchieste della Gabanelli siano "una enorme presa per i fondelli" e che "siamo alla follia" davanti a chi osa negare fantomatici "anni di censure e cancel culture" dettati da quello che lui chiama "wokismo".
E già qui siamo messi malissimo, dato che il povero Max Del Papa ha già elencato tutte le truffe culturali inventate dalla propaganda populista. Sfottendo anche i malati terminali, dato che un insulto non si nega a nessuno, scrive anche:

Il Corriere si vota al fine vita assistito affidandosi non a Cappato ma a Milena Gabanelli e Paolo Giordano, responsabili di un articolo lunare in difesa del woke morente, questa peste morale e mentale riconosciuta in tutto il mondo. È un intervento insostenibile nel merito, illeggibile nella forma, incomprensibile nella sostanza: puro moralismo sociologico d’accatto e di raccatto da Foucault a Negri al peggio della pessima letteratura della crisi o del conformismo antagonista, robaccia riesumata dalle pieghe di Marx giovane, di quello vecchio, di Lukacs, Marcuse, Eldridge Cleaver, una spruzzata di francofortesi, una mossetta di Elodie e due gocce di Ilaria Salis.

Dopo un incipit delirante, Del papa passa a citare Orwel in qualità di riferimento della propaganda neofascista e prova a spiegare che al razzista non piace chi non è razzista, ma non vuole essere chiamato razzista. E così arriva a sostenere che Silvia Sardone avrebbe deciso che le donne verrebbero messe nei recinti dai mussulmani o che Imane Khelif andrebbe ritenuta un uomo (anche se non lo è) perché lo da detto Salvini e dunque quella tesi va spergiurata anche se falsa:

Razzismo? Di razzista c’è solo il woke che considera inclusivo mettere le donne nel recinto islamista, farle pestare o violentare da donne presunte e impedire che uno colga la mostruosa assurdità di simili orientamenti dagli esiti imprevedibili ma sicuramente aberranti. O dovrebbe importarci che la generazione Z considera doveroso mettere i trans a gareggiare tra le donne e definire i latini “latinx”?

E visto che un po' di vittimismo non gusta mai, Del Papa si inventa che non discriminare servirebbe solo a condannare quel loro eroe che ci farà morire di fame con i suoi dazi:

Il vero, autentico scopo di una simile operazione che di giornalistico non ha niente è assai pratico e molto meschino: sostenere che Trump è un fascista. Una paginata dove il concetto esce fuori ad ogni rigo, ma le righe sono imperniante al più miserabile dei razzismi, come quando si racconta che il presidente americano nella sua smania epuratoria ha affidato il controllo dell’antiterrorismo a “un ragazzo di 22 anni con esperienza di giardiniere e fattorino”, quanto a dire il classismo più insopportabile: ma come, non si era detto che la meritocrazia è oscena, è fascista? Che il sacro-woke postula la totale equivalenza e se mai annullamento dei ruoli in base all’auto-percezione?

Il populismo è un'ideologia oscena, ma tra le cose più oscene di quell'oscenità c'è la loro abitudine a inventarsi false tesi che vengono attribuite alle loro vittime per schernirle.
In una sola pagina, il signor Del Papa è riuscito ascrivere la parola "woke" per ben 18 volte. Ma avrebbe anche potuto scriverlo 100 volte, senza che ciò cambi la verità su come quel termine sia una truffa ideologica creata da Trump per negare che odiare le persone di colore è razzismo e odiare i gay è omofobia.

E davvero Porro vorrebbe schierare contro la Gabanelli un tizio che sostiene di non essere capace di bere da una bottiglietta d'acqua pur di insultare chi non inquina i mari?



Gitare il tappo è troppo "woj" per lui?
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