Tommaso Cerno si mette ad inveire anche contro i rom


Tommaso Cerno pare essersi trasformato in una nuova Sivia Sardone, trascorrendo le sue giornate ad urlare che lui odia i palestinesi, odi i migranti ed odia anche i rom. Insomma, da buon dipendente del leghista Angelucci, parrebbe non sopportare chiunque sarebbe stato bruciato insieme a lui nei forni nazisti dalla sua parte politica.
Quest'oggi invita i suoi lettori ad odiare i rom, sostenendo che lui possa giurare che sarebbero tutti vandali. In fondo si sa: romeni sono bravi solo se votano i candidati neofascisti sostenuti da Salvini o se vengono scelti come moglie da Vannacci, ma gli altri andrebbero odiati su base etnica. E quindi si invitano i neofascisti romani ad incolpare loro per la chiusura di una stazione poco frequentata che fu giù chiusa dal 2002 al 2010:



Dato che Cerno ama incitare odio contro quel partito da cui lui si faceva pagare uno stipendio da senatore, si inventa persino che la polizia non potrebbe occuparsi della sicurezza pubblica perché "la sinistra" difenderebbe i delinquenti. In fondo si sa, è stata proprio la sinistra a votare innumerevoli condoni che hanno regalato i soldi rubati agli evasori. E sinceramente fa abbastanza ridere che lui sostenga che la sinistra starebbe con i delinquenti perché pretende che la polizia rispetto la legge e non delinque impunemente.
Insomma, il signor Cerno pare molto confuso, anche se è probabile che si stia preparando al programma che Giorgia Meloni vorrebbe offrirgli in Rai per ricompensare la sua propaganda.

Per chi non lo sapesse, la stazione in questione è questa:



Esatto, si trova in mezzo al nulla, lontana da case, abitazioni o loghi frequentati. Da come ne parlava cerno, pareva quasi stazione Termini, ma più frequentata.
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