Tommaso Cerno strizza l'occhio a maschilisti e omofobi: «Ringrazio Dio di essere fr*cio»

Come quasi tutti i gay di destra, il signor Tommaso Cerno non ama essere definito con termini rispettosi. Per piacere ad un pubblico omofobo di estrema destra, preferisce auto-definirsi con termini offensivi che non urtino i pregiudizi di neofascisti e dei camerati. Un po' come la signora Meloni, che si fa chiamare al maschile per non spaventare sessisti e misogini.

Abbastanza opinabile è il suo sostenere che attaccare la Boccia dovrebbe riabilitare Sangiuliano, dato che il problema non è ciò che faceva a casa sua ma ciò che faceva con il denaro dei contribuenti. Se anche fosse stato vittima di ricatto da parte della sua amante, ciò non basterebbe a giustificare incarichi pubblici assegnati con i soldi dei contribuenti.
Ma soprattutto, pare folle il fatto che il signor Cerno parrebbe intenzionato a sostenere che le relazioni tossiche sarebbero esclusivo appannaggio degli etero.
Forse ha detto una sciocchezza pur di scrivere un termine volgare e offensivo, sapendo che usare termini omofobi potrebbe fargli guadagnare punti nelle su trattative per ottenere un programma filo-governativo in Rai. O forse il ragionamento di Cerno è stato ancor più luciferino e mira a sostenere che la femmina sia carnefice e che il maschio ne sia vittima, in una sorta di beatificazione del patriarcato che potrebbe piacere a tanti fan di Turetta.
Prima di essere assunto dal leghista Angelucci, Cerno chiedeva la punibilità penale di chi usava i termini che oggi è lui che invita ad usare:

In quel messaggio chiarisce in maniera chiara ed esaustiva che lui lo sa bene che il termine da lui usato oggi è un insulto. Quindi oggi è lui che sta insultando sé stesso ed un'intera comunità o il cambio di casacca politica avrebbe invalidato ciò che sosteneva nel 2015?