Castellane sogna una società in cui il valore della donna sia determinata dalla prosperità delle sue tette?


Dopo gli elogi alle tette di Sydney Sweeney da parte di Pillon, anche Bonifacio Castellane ci spiega che a nessun maschio di maschio di destra potrebbe mai interessare una donna pensante, perché ad importare è solo che sia ritenuta trombabile. Nella loro concezione misogina, pare evidente che la femmina sia ritenuta un oggetto adibito al piacere maschio eterosessuale bianco che vota Trump, motivo per cui ad importare è solo che abbia tette grandi e che se ne stia zitta.

Ricorrendo ad una buona dose di mistificazione, la firma di Maurizio Belpietro scrive:



Pare a dir poco imbarazzante la quantità di assurdità sostenuta in quel messaggio. Da esponente dell'estremismo organizzato di destra, si inventa che esisterebbe una fantomatica "mafia woke" che impedirebbe ai razzisti e ai sessisti di molestare interi gruppi sociali. Ed ovviamente sostiene che il suo venerato Trump ci starebbe salvando, perché deporta bambini e sostiene il genicidio in atto a Gaza. E così si inventa che "che dire che una ragazza per essere bella deve soddisfare alcuni canoni è malvagio (in questo caso "nazista" cioè l'ultima arma retorica)".
Ovviamente nessuno accusa di "nazismo" chi dice che una "ragazza è bella", dato che la polemica è sullo slogan scelto. Infatti l'azienda propone un “Sydney Sweeney has great genes jeans” che vorrebbe fare ironia sul gioco di di parole tra “jeans” e “genes”, richiamando le teorie razziste legate all’eugenetica. E ci spiace per Castellame, ma non è certamente la stessa cosa.

Dopo aver insultato chi non nega i cambianti climatici, Castellane se ne esce sostenendo che:

Anche in questo caso abbiamo l'occasione per constatare l'importanza determinante delle agenzie di validazione. In passato, con la mafia woke (woke mob) finanziata e in controllo della narrazione, Nike e Adidas validavano un'idea di donna ma costringevano le persone normali a non comprare più i loro prodotti. Oggi la pubblicità della American Eagle ristabilisce la norma, validandola, e l'adesione a quel modello non solo è generale ma mette in luce la natura sostanzialmente deviata di quello woke, mettendo in discussione tra loro stessi la loro stessa convinzione.

Quindi, quel signore che va in giro con una maschera in faccia sarebbe la massima rappresentazione della "normalità" in quanto uomo di destra che si vanta di sbavare dietro alle ragazzine? Invece chi è in sovrappeso non sarebbe normale perché lui non se la tromberebbe? Ed è certo che le "persone normali" fossero "costrette" a non comprare prodotti di chi non discriminava e non istigava odio contro le minoranze? Oppure sostiene che dovrebbe essere così perché lo avrebbe voluto lui?
Ma, soprattutto, non prova imbarazzo ad usare il termine "mafia" per definire chiunque non sia conforme alla sua ideologia?
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