Dragoni sostiene che i figli siano oggetti di proprietà del genitore

Fabio Dragoni sostiene che i figli siano oggetti di proprietà del genitore, il quale dovrebbe poterne disporre a proprio piacimento. E se Jacopo Coghe vuole che nessuno contrasti il suo desiderio di indottrinare all'omofobia i propri figli, a quel punto non si capirebbe perché mai il pedofilo non dovrebbe poter rivendicare un presunto diritto allo stupro sulla base del loro "ragionamento". E benché meno pare abbia senso il suo invocare la truffa "woke" a sostegno del progetto del leghista di Rossano Sasso che mira a provare i figli dei bigotti da una sana educazione sessuale, sostenendo lo si dovrebbe fare per fare dispetto a quelli che loro chiamano "sinistrati" in una evidente propensione all'insulto gratuito:

Ovviamente Dragoni attacca il pensiero altrui, senza mai palesare il suo. Eppure sarebbe interessante scoprire per quali alti pensieri ritenga che chi ha pessimi genitori dovrebbe essere privato da una sana educazione.
A compiacersi per le tesi di Dragoni è il leghista Simone Pillon, da sempre antagonista ad ogni forma di educazione al rispetto:

Peccato che l'articolo in questione implica che i genitori abbiano un ruolo fondamentale nella scelta del percorso educativo dei propri figli, ma non cancella il rispetto delle disposizioni normative e il diritto all'istruzione di tutti sanciti nei due precedenti commi.
Inoltre, se il genitore ha priorità educativa, perché Dragoni e Pillon vorrebbero che i figli degli altri fossero costretti ad essere educati secondo il desiderio di Sasso?