Jacopo Coghe ordina, Giorgia Meloni ubbidisce e cancella i diritti delle donne siciliane


Jacopo Coghe ordina, Giorgia Meloni ubbidisce. A suo dire, sarebbe per volontà dell'organizzazione forzanovista Provita Onlus che la nera sovrana si è impegnata a garantire che le donne siciliane non abbiano accesso ad un aborto legale e sicuro.

Per ottenere l'ennesimo attacco ai diritti civili, a Coghe sarebbe bastato raccogliere appena 20mila firma su una piattaforma non verificata, da lui stesso gestita, che non pone controlli o limitazioni ai dati raccolti:



Insomma, il governo ignorerebbe petizioni assai più partecipate per dare seguito a tutte le richieste di Coghe. Per suo volere vieteranno l'educazione sessuale nelle scuole, promuoveranno l'omofobia tra i giovani e toglieranno diritti alle donne.

Nel caso specifico, il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge 23 del 5 giugno scorso approvata dall'Assemblea regionale siciliana che prevede l'obbligo negli ospedali pubblici di assumere medici e altro personale non obiettore di coscienza al fine garantire il diritto delle donne, previsto dalla legge 194/1978, a interrompere la gravidanza.
Allo stato attuale, l'81,5% dei ginecologi siciliani si dichiara obiettore. Se le donne ricche possono permettersi di pagare medici privati, il diritto di scelta è a rischio per tutte quelle donne che a causa di Cogeh dovranno tornare a lanciarsi dalle scale nella speranza di procurarsi un aborto spontaneo.
Secondo Fratelli d'Italia, sarebbe discriminatorio non assumere chi non vuole svolgere il lavoro per cui è pagato, tanto chi ci andrà di mezza saranno solo le donne più povere.

Nel 2019, Giorgia Meloni sottoscritte il cosiddetto "manifesto valoriale" di Provita Onlus, impegnandosi ad attuare ogni richiesta dell'organizzazione integralista:



Ovviamente loro parlavano di lei al maschile, perché la destra pare convinta che il femminile sia adatto a definire le giovani prostitute corrotte da Trump ma non chi ricopre ruoli di responsabilità.
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