La Lega vuole abolire il reato di femminicidio e introdurre quello di "maschilicidio"


L'ex senatore leghista Simone Pillon ha garantito impunità ai delinquenti che commettono reati dettati dall'omofobia. Ora vorrebbe aiutare anche chi uccide le proprie fidanzate, pronettendo che lui cercherà di "fermare la legge sul femminicidio" approvata dal loro governo.
La sua teoria è che la violenza sulle donne andrebbe giustificata in nome di un singolo omicidio di cui ancora si sa poco, dato che lui parrebbe certo che una madre che uccide il figlio lo farebbe in odio verso gli uomini eterosessuali bianchi che lui sostiene sarebbero discriminati in quanto uomini eterosessuali bianchi.



La teoria di Pillon è che un uomo che uccide una ex fidanzata perché non accetta che possa sottrarsi al suo predominio o uccidere il compagno sorpreso a violentare la propria figlia di 3 anni sarebbero due situazioni da equiparare, perché sarebbe "discriminazione" considerare il contesto. E sostenere lo avrebbe deciso sulla base di un caso che nulla ha a che vedere con il patriarcato. Non ancora soddisfatto, propone persino una legge sul "maschilicidio". Peccato sia un fenomeno che non esiste.

Il suo tentativo di confondere un fatto di cronaca nera con il fenomeno del femminicidio parea dir poco aberrante. E visto che Pillon insulta le femministe che non scenderebbero in piazza per soddisfare il suo maschilimo, perché in piazza non ci va lui insieme agli uomini leghisti che picchiano le loro mogli? Perché lui si lamenta che gli altri non facciano le pagliacciate che vorrebbero lui, ma lui non fa mai nulla?
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