Le squallide semplificazioni di Azzurra Barbuto sulla tossicodipendenza


Da buona populista, la signora Azzurra Barbuto ama proporre soluzioni semplicistiche a questioni complesse. E così, oggi giura che basterebbe andare da chi fa uso di droghe pesanti a dire che “la droga fa male” perché smettano.
In uno di quei soliti attacchi a chiunque non sia di estrema destra, prova ad irridere una lodevole iniziativa già sperimentata con successo in altri paesi, che permette di intercetta i tossicodipendenti, li introduce a un percorso di cura e evita danni maggiori:



Probabilmente la signora Barbuto fa leva sul concetto di legalità per scimmiottare la sua Giorgia Meloni, in una tale semplificazione di fenomeni così complessi da apparire ridicola. Ed è abbastanza imbarazzante accusi il sindaco di voler "incoraggiare il consumo e lo spazio di droga", al punto che si sarebbe da augurargli una bella denunci penale per diffamazione aggravata.
La realtà è che il governo di Giorgia Meloni non è interessato alle politiche sociali, dato che alla destra va benissimo che i tossicodipendenti muoiano per strada, così non saranno più un problema per loro. Ma altri preferiscono investire in azioni sociali che servono a cercare di recuperarli e a salvargli la vita.

Chiamare “aiuto agli spacciatori” la distribuzione di pipe sicure è surreale oltre che mistificatorio. E raccontare che il proibizionismo sarebbe la soluzione a tutto significa non aver capito nulla dalla storia.
Ovviamente l'idea alla base della proposta non è quella di promuovere l’uso della droga, ma cercare di ridurre le conseguenze. O la signora Barbuto non è in grado di capire cose così semplici o è in evidente malafede.
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