Pillon insulta le due vittime dell'incidente sulla A4 perché unite civilmente: «Vivevano in peccato morale»


Il leghista Simone Pillon appare alquanto osceno mentre si diverte a deridere ed insultare le due vittime dell'incidente sulla A4, sostenendo che chi è unito civilmente vivrebbe "in peccato mortale" e non mancargli di rispetto sarebbe "propaganda lgbt". Ovviamente si compiace per un prete omofobo che, davanti a due uomini sposati ed innamorati, ha tentato di sminuire la loro relazione asserendo che tra loro ci fosse solo "amicizia".



Pillon è certo che Dio sia malvagio e che condannerà chi si è amato per ricompensare chi ha trascorso la sua vita ad odiare gli altri?

La vicenda ricorda quanto accadde nel 2018, quando due ragazzi gay vennero uccisi dal monossido di carbonio durante la notte di capodanno. La stampa li descrisse come "due amici" mentre, dalle pagine de La Nuova Bussola Quotidiana, il fondamentalista Tommaso Scandroglio attaccò il parroco che celebrò i funerali sostenendo che i gay dovessero essere ritenuti "peccatori manifesti" e che dovessero essere privati dalle esequie per non produrre "pubblico scandalo dei fedeli".
Pillon e Scandroglio non si sono mai lamentati per i funerali celebrati a mafiosi, stupratori, pedofili e nazisti. Evidentemente l'amore li spaventa più dell'odio.
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