Pillon usa il Giubileo per invocare deportazioni

Il leghista Simone Pillon parrebbe convinto che le destre non abbiano alcun problema nel vedere tonnellate di rifiuti gettati a terra e quintali cibo riversato nei cassonetti a sfregio di chi muore di fame, perché tutto sarebbe permesso a chi si identifica come "cattolico". E dato che lui si rivolge ad un pubblico ferocemente razzista, prova a giustificare il comportamento dei pellegrini del Giubileo con uno dei suoi soliti attacchi ai migranti, ovviamente sostiene sarebbero tutti stupratori.
Con toni assai poco cristiani, si inventa che:
osannano quotidianamente le migliaia di clandestini, molto spesso islamizzati che sporcano, deturpano, stuprano, rapinano, spacciano, occupano case e viaggiano senza biglietto. E soprattutto, a differenza dei pellegrini, non se ne tornano mai a casa loro e pretendono di essere mantenuti a nostre spese.
Dopo il solito elenco di slogan basati su stereotipi xenofobi, strilla pure: "rimandiamo i clandestini a casa loro". Evidentemente la sua idea di Giubileo è un invito alle deportazioni basate sull'odio religioso in stile Trump.

Dato che la mela non cade mai lontano dall'albero, anche i suoi provano ad usare il Giubileo come fonte di odio verso gay e antifascisti, inneggiando al genocidio palestinese:

Peccato che siano state proprio le destre a iniziare a lamentarsi dei "raduni giovanili" e dei loro schiamazzi. Ora che i responsabili vengono considerati "cattolici", non li disturba più?
A loro sono concessi gli schiamazzi notturni e i blocchi stradali perché non si tratta di ecologisti sgraditi a Pillon?