Quindi Borghi ammette che bisognerebbe vergolarsi a firmare la sua proposta di aumento delle immunità?


Il senatore Claudio Borghi soga più immunità per i politici, sostenendo che le inchieste sulle loro ruberie andrebbero ritenute una sovversione al volere popolate. Secondo la sua opinione, chi è stato eletto dovrebbe essere esentato dal rispetto delle leggi per tutto il suo mandato. E quindi, se la Santaché dovesse frodare l'Inps o se Salvini dovesse sequestra illegalmente dei migranti, bisognerebbe impedire qualunque inchiesta e sancire che in quanto politici non dovranno rispondere delle loro azioni.

Per carcere di convincere i leghisti a sostenere la sua proposta, oggi prova a raccontare che firme nominali depositate mediante autenticazione mediante Spid o Cie sarebbero anonime. Evidentemente ritiene anche lui che ci sarebbe motivo di provare vergogna nel sostenere una proposta che mira a ripristinare una immunità parlamentare assoluta che copra anche reati non legati allo svolgimento delle attività parlamentari:



Insomma, Borghi parrebbe una di quelle teleimbonitorici che un tempo vendevano videocassette porno in televisione e assicuravano pacchi anonimi.
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