Salvini ri-annunincia l'approvazione del suo ponte

Dopo aver pomposamente annunciato l'approvazione definitiva del suo ponte a fine luglio, il leghista Salvini annuncia che mercoledì ci sarà l'approvazione definitiva. Stranamente ha smesso di annunciare l'avvio dei lavori entro l'estate, anche perché il suo progetto non sarebbe ancora passato manco per la Corte dei Conti e le espropriazioni non si fanno in cinque minuti:

Il Comitato messinese non parrebbe condividere l'entusiasmo salviniano, osservando che mercoledì sarà semplicemente la data in cui inizieranno tutti i ricorsi legali contro il progetto:
mercoledì 6 agosto non verrà approvato alcun 'via libera definitivo' al ponte sullo Stretto. Al contrario di quanto affermano Salvini e i suoi megafoni locali, non si darà il via a nessun cantiere, né inizieranno i lavori. Si tratta, piuttosto, dell'inizio di un percorso tutto in salita per chi ha trasformato un progetto fallimentare in una bandiera propagandistica.
Da quel giorno, i 'pontisti' dovranno affrontare la realtà dei fatti: il progetto dovrà passare al vaglio della Corte dei Conti, che non potrà ignorare i gravi profili di illegittimità amministrativa, tecnica ed economica.
Si dovrà arrivare all'approvazione di un progetto esecutivo che dovrà rispondere a decine e decine di prescrizioni ancora irrisolte, su cui i proponenti tacciono o minimizzano.
E soprattutto, si aprirà finalmente il fronte dei ricorsi legali, in tutte le sedi nazionali ed europee. Chi pensa di poter forzare procedure, vincoli, normative e diritti dovrà rispondere davanti a giudici indipendenti. Ci sarà - e ci deve essere - 'un giudice a Berlino'.
Chi ha sventolato per anni il feticcio del ponte come soluzione miracolosa a ogni problema del Sud si troverà ora a fare i conti con la verità: non c'è nulla di approvato in via definitiva, né ci sono le condizioni per iniziare i lavori. Anzi, i prossimi mesi saranno decisivi per smascherare una narrazione costruita su propaganda, interessi opachi e disprezzo per il territorio.
'Invece del ponte' continuerà a vigilare, informare, resistere.
Lo Stretto è un bene comune, - conclude l'associazione - non un affare per pochi: lo Stretto non si tocca.