Dragoni continua a soffiare sul fioco dell'odio, attaccando chi non piange per il loro Kirk

Fabio Dragoni si lancia in curiose teorie teorie fisiognomiche, quasi fosse convinto che i capelli tinti di Trump o il papillon di Pillon dovrebbero sancirne la presunta supremazia.
Secondo il suo ragionamento, sarebbe l'abito a fare il monaco. Evidentemente ne dovremmo dedurre che il pedofilo in giacca e cravatta meriterebbe molto più rispetto di un tatuato che salva la vita ad altre persone. Ciò potrebbe spiegare perché i leghisti odiano il bracciante onesto che lavora nei campi e votano partiti che hanno rubato 49 milioni agli italiani...
Cavalcando l'odio scaturito dall'omicidio di un suprematista bianco da parte di un estremista di destra, Dragoni cerca di aizzare i suoi contro chiunque osi ritenere che la morte non abbia reso meno oscene le dichiarazioni che Kirk ha fatto in vita:

A suo dire, se un MAGA uccide un altro MAGA, bisognerebbe prendersela con chi non è MAGA perché non piangerebbero a sufficienza la morte di un MAGA. Ed è buffo insistano ad accusare gli atri di odio mentre scrivono messaggi indirizzati a fomentare i loro seguaci ad un ceco odio verso chi non è nazionalista, xenofobo, omofobo, bianco, sedicente cristiano e convintamente nazionalista.
Poi, davanti ad ogni femminicidio, urlano che i maschi non dovrebbero mai scusarsi con le donne perché la responsabilità sarebbe solo del singolo. Ma se uno di loro ammazza un altro die loro, lui dice che chiunque non sia parte di loro andrebbe ritenuto responsabile dell'omicidio perché non piangono a sufficienza la dipartita di chi sosteneva che il cervello delle donne di colore fosse inferiore.
Intanto, alcuni dei loro elettori già propongono il confino per i dissenti politici:

Il loro odio pare senza freni.