Megalomania. Giorgia Meloni si intesta la pace a Gaza


Giorgia Meloni non è mai stata nominata da nessun negoziatore, premier o persona coinvolta nel processo di pace. Però dice che lei vorrebbe intestarsi il presunto trattato proposto da Trump al termine del genocidio di Gaza, dopo mesi passati a reprimere il dissenso verso chiunque protestasse contro i crimini compiuti da Netanyahu.



E ora chi lo dice a Salvini che non potrà più dare il Nobel per la Pace a Trump, visto che la Meloni sostiene sia tutto merito suo?

Peccato che la storia sia molto diversa da come la signora Meloni prova ad inventarsi, dato che tanti sono gli episodi che l'hanno resa complice dei crimini perpetrati contro i palestinesi.

  1. Il 6 maggio 2025 gli eurodeputati di Fratelli d'Italia hanno votato contro la richiesta di discutere il taglio di viveri a Gaza.
  2. L’11 ottobre 2024 Giorgia Meloni, durante MeD9 di Cipro, ha impedito l’inserimento di un testo contro la vendita di armi a Israele.
  3. Il 20 dicembre 2024, Netanyahu ha dilaniato con le bombe 12 membri di una famiglia a Jabalia, tra cui 7 bambini. Due giorni dopo, il 22 dicembre, Crosetto è andato a Tel Aviv a rinnovare il sostegno del governo italiano al ministro Israel Katz.
  4. Il 21 novembre 2024, quando la Corte penale internazionale ha spiccato il mandato di cattura contro Netanyahu, Meloni si è affrettata a delegittimare i suoi giudici per bocca di Tajani.
  5. 19 settembre 2024, Giorgia Meloni si è rifiutata di votare in favore di una risoluzione Onu che chiedeva a Israele di porre fine all’occupazione dei territori palestinesi.
  6. Nel 2024, Meloni ha trasformato Israele nel secondo Paese da cui l’Italia acquista più armi. L'anno precedente era il settimo Paese.
  7. Da novembre 2023 a marzo 2025, Meloni ha fornito a Israele materiali per esplosivi per lo sviluppo di bombe termonucleari, classificati come esportazioni di forniture civili e dunque non soggette al controllo dell’Uama.
  8. Il 15 ottobre 2024 Giorgia Meloni ha dichiarato di avere fornito assistenza militare a Netanyahu durante tutto il bombardamento di Gaza nel suo discorso alla Camera dei deputati, sebbene Israele fronteggiasse un processo per genocidio all’Onu.
  9. Il 21 maggio 2025 Kaja Kallas, su impulso dei Paesi Bassi, ha proposto di rivedere l’accordo di associazione con Israele per punire Netanyahu, ma Giorgia Meloni si è opposta per difendere il premier israeliano.

Quindi la signora Meloni ha poco da deridere chi la ritiene complice del genocidio.
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