Nella scuola leghista, costituirà reato parlare di sessualità alle primarie e secondarie


La commissione Cultura della Camera ha approvato l'osceno ddl Sasso, che vieta alle scuole primarie e secondarie di poter parlare di sessualità in aula. Nella scuola leghista, sarà reato spiegare agli studenti che i bambini non li porta la cicogna, così come richiesto da Jacopo Coghe e dalla sua organizzazione forzanovista.
Solo alle superiori si potrà spiegare ali studenti che i bambini nascono in altro modo, ma solo previo consenso dei genitori. I genitori dovranno anche conoscere i temi dibattuti e il materiale didattico. Rispondere a domande che non siano state validate da ogni singolo genitore sarà reato. In pratica, sarà vietato anche lì.

Considerando la precocità odierna, Sasso farà si che ai ragazzi non si possa insegnare un minimo di educazione sessuale prima che facciano sesso. E lo farà con la scusa di voler combattere una fantomatica "ideologia gender". D'altronde è risaputo che l'omofobia piace sempre all'elettorato leghista.
Non a caso, il suo elettore medio pare disposto a moltiplicare le probabilità che la figlia resti incinta purché gli si racconti che quell'atto sarebbe finalizzato ad alimentare alimentare discriminazioni e omofobia:



Ovviamente tutti loro citano ossessivamente gli slogan di Coghe, raccontandosi che tutti i genitori farebbero educazione sessuale in famiglia. Peccato si tratti di temi su cui molti genitori sono spesso disinformati, motivo per cui è probabile che i ragazzi si informeranno guardando PornHub. Non a caso, molti degli adolescenti odierni pensano sia loro diritto controllare il cellulare del partner e impedirgli di frequentare amici in autonomia.
Se poi si considera che il genitore bigotto sarà agevolato nel censurare informazioni vitali ai figli, è evidente che Sasso voglia favorire chi rischia di danneggiare dei ragazzi.
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