Porro si è accorto solo ora che ci sono palestinesi morti? Non ha visto gli altri 60mila?

Nicola Porro ha taciuto davanti ai 25mila bambini uccisi dai suoi amici israeliani, ma ora pare volersi interessare della vita degli abitanti di Gaza solo perché è convinto di poter sfruttare dei cadaveri in difesa del genocidio che è stato compiuto.

Ovviamente non ci dice perché siano stati giustiziati, preferendo insultare chi ha avuto da ridire sui 60mila civili uccisi da Netanyahu con le bombe che Trump gli ha venduto.
La cronaca che Porro non ci racconta è che quelli erano gazawi che rubavano scorte di cibo, pagati da Israele, e che hanno contribuito ad uccidere miglia di civili. Che piaccia o no, anche in Italia ci sono state esecuzioni al termine dei conflitti.
E comunque, si può benissimo essere contrari alle esecuzioni mentre si è contemporaneamente contrari all'uccisione di civili e bambini, rendendo abbastanza surreale la falsa contrapposizione di Porro. Infatti non ha senso affiancare chi festeggia perché ha massacrato un popolo a dei sopravvissuti che hanno visto morire i propri figli.
Non meno osceno è come Porro insista nel voler mettere sullo stesso piano i governi e le organizzazioni terroristiche, quasi ritenesse che uno stato avrebbe ogni diritto di comportarsi come loro. Di certo, si può essere contrari ai terroristi senza dover necessariamente favorevoli a chi uccide bambini perché sostiene che la Bibbia avrebbe stabilito che le loro case sono nostre.