Secondo Vannacci, l'educazione creerebbe "confusione" negli adolescenti

È verosimile ritenere che il generale Vannacci sia spaventato dalla cultura, dato che probabilmente non avrebbe mai ottenuto il suo ricco stipendio da europarlamentare leghista senza il voto degli analfabeti funzionali. Ma il suo sostenere che l'educazione creerebbe "confusione" negli adolescenti è alquanto surreale.
A nome di un partito che prometteva la legalizzazione della prostituzione, si vanta di aver vietato l'educazione sessuale agli adolescenti. Ed ovviamente sostiene che loro impediranno che i ragazzi possano imparare come proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili per fare dispetto ai gay, che non c'entrano nulla ma sono una buona scusa dato che i loro elettori sono sempre felici quando discriminano qualcuno.

Ce li immaginiamo i tizi di Pontida che fanno lezioni di sesso sicuro ai loro figli. Come no. Peccato sia evidente che l'unico effetto della loro censura sarà quello di imporre ai ragazzi l'obbligo di imparere la sessualità da amichetti più grandi, adulti senza scrupoli e siti pornografici. Per loro è troppo grande il rischio di farli educare da personale specializzato.
Secondo gli strumenti di ricerca più recenti, circa il 10% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni dichiara di aver avuto rapporti sessuali in quella fascia di età, dato in crescita rispetto al passato, quando nel 2019 questa percentuale era del 3%. Un'altra indagine condotta in Gran Bretagna sottolinea che circa il 19% dei giovani tra i 15 e i 25 anni ha avuto la prima esperienza prima dei 14 anni, con una forte crescita rispetto agli anni precedenti.
Grazie alla Lega, sarà vietato fornire a quei ragazzi gli strumenti per proteggersi dalla malattie sessualmente trasmissibili o per gestire le loro emozioni prima che inizino a fare sesso.