Arriva pure Pillon a difendere la famiglia che impediva ai figli di poter andare a scuola

Era solo questione di tempo, dato che era evidente che il leghista Simone Pillon si sarebbe unito a Salvini, Sasso e Jacopo Coghe nel prendere le difese della famiglia che costringeva i loro figli a vivere lontano dai coetanei, senza poter andare a scuola, senza corrente elettrica, senza acqua e senza medicinali.

In fondo, sostenere che i bambini non siano soggetti giuridici ma oggetti di proprietà dei genitori è uno dei punti previsti dall'agenda evangelica dall'estrema destra statunitense. Oltre a chiedere un divieto all'omosessuità e alla pornografia, il loro progetto auspica un ritorno alla pastorizia, col maschio che va a lavorare nei campi mente la donna educa i figli in casa.
Attraverso il decreto Caiviano, la signora Giorgia Meloni ha ottenuto un divieto alla pornografia, seguendo l'esempio di Trump. Con Sasso, hanno ottenuto leggi che promuovono l'omofobia nelle scuole. Con la famiglia del bosco, sostengono chi pensa che i figli non debbano poter andare a scuola sia da incoraggiare.
Se avranno ragione i giudici a ritenere che quelle condizioni di vitaavessero “gravi conseguenze psichiche ed educative a carico del minore”, Pillon chiederà scusa e pagherà di tasca sua un risarcimento per i danni irreparabili causati a quei minori?
Alla signora Meloni, invece, si potrebbe spiegare che è stata lei a scrivere ed approvare il decreto, convertito in legge n. 159/2023. In quel decreto si impone l'obbligo di istruzione per i minori nella fascia 6-16 anni e prevede misure severe per il mancato adempimento da parte dei genitori o tutori. Il sindaco, tramite accesso all'Anagrafe Nazionale dell'Istruzione (ANIST), individua i minori non in regola con l'obbligo scolastico e ammonisce chi è responsabile dell'adempimento. Se il responsabile non iscrive il minore oppure non giustifica validamente la mancata iscrizione (per motivi di salute o gravi impedimenti) entro una settimana dall'ammonizione, è prevista una sanzione penale che può arrivare fino a due anni di reclusione.
Inoltre, il decreto prevede che nel ciclo della scuola secondaria di I grado la frequenza minima obbligatoria ai fini del diritto-dovere all'istruzione sia almeno di tre quarti dell'orario annuale personalizzato, che ammonta a circa 742,5 ore su un totale di 990 ore annuali.Infine, è previsto che il nucleo familiare perda il diritto all'assegno di inclusione in caso di inadempienza grave all'obbligo scolastico.
Quindi manderà ispettori a capire perché qualcuno osi applicare le sue leggi?