Da oggi bisognerà chiedere il permesso a Giorgia Meloni per poter accedere ai siti per adulti

Oggi, 12 novembre, entra in vigore la legge volta dal governo di Giorgia Meloni che imporrà all'Italia una tra le leggi più restrittive d'Europa per l'accesso ai siti pornografici.
La norma è stata nascosta tra le pieghe del decreto Caiviano, anche se non è chiaro che c'entri la fruizione di materiale per soli adulti con un decreto che avrebbe dovuto riguardare lo spaccio nei territori del suo amico don Patriciello. Col pretesto di proteggere i minori, al posto di implementare banali sistemi di Parental Contol, l'AGICOM ha preferito imporre complicati sistemi di verifica dell'identità a tuti gli adulti. Senza esibire una carta d'identità elettronica o uno spid, il cittadino maggiorenne italiano sarà tenuto alla larga dai siti che Jacopo Coghe e Simone Pillon non vogliono possano essere frutti.
Considerando poi tutte le altre norme sul controllo della sessualità dei cittadini emanate dall'estrema destra di governo (che passano dalle leggi contro i gay sino alla regolamentazione dell'identità di genere e all'assoluto divieto all'educazione sessuale nelle scuole), l'impressione è che il governo voglia controllare e gestire tutto ciò che i cittadini fanno nei loro letti.
Quindi, da oggi l'adulto sarà controllato. Se proverà ad accedere ad un sito adeguato alla sua età, non potrà farlo senza chiedere il permesso a Giorgia Meloni. Dovrà presentarsi da lei, con una carta d'identità in mano. Probabilmente sobbarcarsi i costi del controllo, pagarci sopra le tasse e chiedere alla sovrana se sarà così magnanima da permettergli di accedere a contenuti che si sarebbero potuti inibire ai minori senza creare quella complicazioni e quelle schedature.
Non meno surreale è quanto viene comunicato sul sito dell'AGCOM. Oltre alla solita promessa di multe sino a 250mial euro per chi non adempisse alle diposizioni dell’art. 13-bis del decreto Caivano, l'agenzia per le telecomunicazioni ha diffuso una lista di quelli che loro sostengono siano i siti pornografici che dovranno adeguarsi.
Qualcuno potrebbe pensare ad una lista di miglia di siti, ma resterà deluso: nella loro "lista di gestori di siti web e di fornitori delle piattaforme di condivisione video" pubblicata dall'AGICOM ci sono solo 45 siti. E nella loro lista ci sono solo siti per adulti, anche se la norma avrebbe dovuto riguardare anche i siti di scommesse, ma forse quello era solo un pretesto per non palesare che l'unico interesse era la limitazione alla libertà sessuale degli italiani.
Dubbia è anche l'efficacia del ddl, dato che i ragazzi potranno facilmente aggirare le limitazioni di Giorgia Meloni ricorrendo a banali VPN, mentre ad essere colpiti saranno soprattutto quegli adulti che hanno minore dimestichezza con le tecnologie. Inoltre i blocchi potrebbero incoraggiare l'accesso a piattaforme meno sicure, se non direttamente illegali.
Oltre a non poter accedere a siti pornografici, l'italiano non potrà neppure pubblicare video di opinione senza un patentino governativo. Con la delibera n. 197/2025, l'AGCOM ha ufficialmente lanciato un albo degli influencer rilevanti. L'iscrizione al loro registro sarà ritenuto obbligatorio per le figure che vengono considerate avere un bacino d'utenza significativo.