I leghisti odiavano il Tricolore, ora lo usano come simbolo divisivo mentre indossano cappellini MAGA


È vergognoso che i leghisti vogliono usare il Tricolore come simbolo del loro razzismo, peraltro dopo aver trascorso anni ad urlare che lo avrebbero usato per pulirsi il fondoschiena quando Salvini si creava "padano" e odiava i meridionali. E non fa meno schifo vederli mentre si atteggiano da bulli, irridendo dei lavoratori che volevano giustamente chiamare i carabinieri davanti alle loro molestie.
Ma a renderli dei cialtroni è anche il fatto che volessero andare in giro a regalare bandiere italiane col cappellino "Make America Great Again".


Magari i due leghisti sono felici di pagare dazi a Trump, che pensano vada premiato per il suo essere un deportatore omofobo che sostiene i genocidi e il massacro di bambini palestinesi. Ma il fatto che vogliano rendere divisiva la bandiera della nostra repubblica è alquanto disgustoso.
Piantedosi potrebbe gentilmente spiegarci perché quel ragazzetto che teneva stropicciato il tricolore non è stato fatto identificare dalla Digos?

Il 23 maggio 2001, il Tribunale di Como, sezione distaccata di Cantù dichiarò il leader della Lega responsabile del reato di vilipendio alla bandiera nazionale (art. 292 c.p.), perché il il 25 luglio 1997, nel corso della manifestazione pubblica per la festa della Padania organizzata dalla Lega nord presso il Palazzetto dello sport di Cabiate, dichiarò: "Il tricolore lo uso soltanto per pulirmi il culo".
Ora vorrebbero impossessarsi della nostra bandiera e usarla come simbolo della loro ideologia.
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