Il leghista Sasso attacca lo stipendio del consulente, ma lui guadagna più del doppio

Il leghista Rossano Sasso è esponente di un partito che ha rubato 49 milioni di ero agli italiani, ha sperperato milioni per inutili campi di deportazione in Albania, ha pagato voli di stato a stupratori pedofili, ha speso tre volte il preventivato per la pista di bob di Salvini e spenderà chissà quanti miliardi per un inutile ponte che probabilmente non verrà mai costruito.
Eppure urla che a lui non sta bene che si possa investire dei soldi in inclusione anziché in discriminazione, contestando stipendi assai miseri se paragonati al suo:

Da buon populista, il leghista Sasso cerca di far leva sull'egoismo del suo elettorato, sostenendo che sarebbe ingiusto occuparsi degli quando di può cercare di arraffare il più possibile. Non a caso, loro sono il partito che vuole togliere soldi ai poveri per premiare chi ha evaso le tasse.
peccato che 153 mila euro lordi in 3 anni (lordi) siano circa 32/33 mila euro netti all’anno. Si tratta di meno di 2700 euro al mese, che certamente non è un enorme compendio per un consulente nominato dal sindaco. Ancor più se la critica arriva da parlamentari che di intascano 10 o 20mila ero al mese, magari per starsene sui social ad odiare i mussulmani come la Sardone.
Lo stesso Rossano Sasso ha dichiarato un reddito annuo di circa 90.000 euro nel 2023, ossia più del doppio dello stipendio che contesta. Secondo quella cifra, nel corso di una legislatura se ne intascherebbe 450.000 euro per parlare di "gender" di "woke", così da accontentare l'agenda evagelica statunitense (ossia quella che non vuole educazione sessuale nelle scuole).