Il leghista Sasso augura carcere a quelli che i leghisti chiamano "maranza"


Il leghista Rossano Sasso è esponente di un partito che ha rubato 49 milioni di euro agli italiani. Eppure nessuno ha pagato per quel crimine. Anzi, i responsabili sono diventati lo stato. Ed è proprio in qualità di partito di maggioranza che ora promettono condoni a chi evade lo stato e hanno assicurato impunità ai ministri accusati di truffa allo stato.

Eppure Sasso augura il carcere a chi è italiano di seconda generazione, assicurando che lui abbia sancito che la legge non debba essere uguale dato che è col fine di compire una singola persona che la Lega ha stabilito che il docente sia superiore agli altri cittadini:



Fa abbastanza sorridere che a dire che "chi tocca un docente tocca lo Stato" sua un leghista che sta sempre sui social ad insultare i docenti, accusandoli di essere "di estrema sinistra" ogni vota che non condividono il suo pensiero.

Don Alì, il cui vero nome è Said Alì, è un tiktoker italiano di origini marocchine. È stato arrestato a Torino con accuse di atti persecutori e diffamazione aggravata. La sua notorietà è nata sui social, dove si autoproclamava "re dei maranza" e pubblicava video di sfide e combattimenti clandestini di boxe.
Il Governo Meloni e il ministro Piantedosi non sono evidentemente intervenuti sino a quando non è stato coinvolto in una spedizione punitiva contro un maestro di scuola, accusandolo di maltrattare un alunno. A quel punto, il deputato Rossano Sasso è intervenuto pubblicamente contro Don Alì, parlando del caso in Parlamento e chiedendo la sua espulsione dall'Italia. Sasso ha sostenuto che chi tocca un docente tocca lo Stato, avvezzo a cavalcare ogni reato venga commesso da un cittadino straniero a sostegno della sua retorica incentrata sull'odio etnico e sulla promessa di deportazioni.
In un mondo normale, il reato sarebbe considerato reato indipendentemente dal lavoro della vittima o dall'etnia dell'indagato. Per la Lega, è fondamentale che siano perseguiti solo i crimini commessi da stranieri per ottenere materiale da poter usare per propaganda.
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