Il pubblico applade Ivor Bolton, ma la destra vede ovazioni alla loro Venezi


La nomina di Beatrice Venezi a direttrice del teatro La fenice ha suscitato numerose critiche dato che orchestrali ed esperti di musica non la reputano all'altezza. Altri temono che la signora non sia stata scelta per i suoi meriti, ma per la sua apparenza politica. Infatti è diventata idolo dell'organizzazione forzanovista Provita Onlus per il suo attacco alle donne che non si fanno chiamare la maschile prima di essere parte attiva nella campagna elettorale di Giorgia Meloni.

Nel coma di polarizzazione promosso dalle destre, molti elettori di destra la difendono a spada tratta pur senza capire nulla di musica. E forse sono loro i primi a non credere ai suoi meriti, dato che provano a sostenere che bisognerebbe complimentarsi da lei perché la prima, diretta da un altro direttore che dirigeva l'orchestra che la contesta, non è stato un fiasco totale.
Peccato che nessun contestatore pensasse che la signora avrebbe devastato il teatro già dall'esordio, come parrebbero sostenere i quotidiani vicini a Giorgia meloni che definiscono "hater" chiunque critici il curriculum delle persone scelte dalla loro sovrana:



Curioso. Loro propongono deportazioni, supportano i genocidi e fomentano odio, però gli "hater" sarebbero sempre gli altri. Ed è interessante che non vogliono si possa ipotizzare un motivo politico per la sua nomina, anche se poi la difendono come se la ritenessero più un simbolo politico della destra che una donna in grado di assolvere al suolo che la politica le ha assegnato.

Anche il senatore Lucio Malan prova a sostenere che qullo sarebbe un successo della loro Venezi, anche se lei non dirigerà nulla prima dell'ottobre 2026:



L’ADNKronos riporta 80 nuovi abbonati. Il Corriere del Veneto scrive che 140-143 abbonati hanno comunicato per iscritto che, nel caso in cui resti la Venezi, non rinnoveranno. Per Malan, quella sarebbe una "impennata" e un successo di Giorgia Meloni.
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