La corte suprema Usa emette un provvedimento urgente per legittimare la discriminazione delle persone trans da parte del governo


La Corte Suprema statunitense è ormai sotto il totale controllo di Donald Trump, che negli anni ha operato nell'ombra per infiltrare giudici a lui fedeli. Ed è per sostenere le sue mire persecutorie che la corte ha emesso un provvedimento urgente che consente al governo degli Stati Uniti di impedire alle persone transgender di poter usare i corretti indicatori di genere sui passaporti.
La decisione annulla i verdetti emessi da alcuni tribunali minori, sancendo che le donne trans dovranno essere indicate come uomini e che gli uomini trans dovranno essere indicati come donne. L'evidente fine è quello di negare il diritto all'esistenza delle persone trans secondo l'agenda evangelica sostenuta dal presidente.
Tutti i tre giudici democratici hanno espresso parere contrario, ma i trumpiani hanno imposto che il governo potrà perseguire la sua politica discriminatoria mentre è in corso una causa legale (Orr vs. Trump) sul tema.

La procuratrice generale degli Stati Uniti, Pam Bondi, ha lodato la decisione, affermando che permetterà al governo di indicare il “sesso biologico” dei cittadini statunitensi.
La giudice Ketanji Brown Jackson ha osservato che “evitare in modo insensato l’esito equo e ovvio è ormai una triste consuetudine. Così come la mia riluttanza a chiudere gli occhi di fronte all’abbandono selettivo di principi fondamentali. La Corte ha ancora una volta spalancato la strada a un danno immediato senza alcuna giustificazione adeguata”.
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