La “fascismofilia” di Vannacci

È abbastanza evidente che il leghista Vannacci nutra una certa simpatia verso i fascisti, citati sin dal primo giorno all'interno della sua campagna elettorale attraverso incessanti riferimenti ai collaborazionisti della X-Mas.
Ma un po' più opinabile è che il vicesegretario della Lega voglia riscrive il Ventennio, minimizzandone il portato autoritario e antidemocratico. Ad esempio, è andato in televisione ad impartire una lezione di storia a chi, a suo dire, “l’ha studiata nei manuali del Pd”. Ha spiegato che la marcia su Roma “non fu un colpo di Stato ma poco più di una manifestazione di piazza”, che Mussolini “giunse al potere in maniera formalmente legale” e che “tutte le leggi del fascismo furono approvate dal Parlamento e promulgate dal Re, secondo le procedure previste dalla legge”. A suo dire, “almeno fino alla metà degli anni Trenta, il fascismo esercitò il potere attraverso gli strumenti previsti dallo Statuto Albertino, cioè all’interno dell’ordinamento giuridico del Regno d’Italia”.
Per sostenere quel revisionismo basta dimenticarsi che il fascismo iniziò prima della presa del potere di Mussolini, attraverso le violenze delle camicie nere. Dimentica anche che l’assassinio di Giacomo Matteotti avvenne agli esordi del regime, nel 1924, e l’arresto di Antonio Gramsci nel 1926, gli stessi anni in cui furono approvate le leggi fascistissime che abolirono le libertà democratiche.
Dimentica che Mussolini non fu eletto ma nominato dal Re e nega che non sempre basta avere la maggioranza in parlamento per sostenere che la dittatura sia democrazia.
Se già è grave che un esponente della maggioranza di governo voglia riscrivere la storia, ancor più grave è che quello stesso esponente della maggioranza di governo voglia usare le sue falsificazioni storiche per cancellare il reato di apologia del fascismo:

Insomma, non solo vuole negare la realtà storica, ma parrebbe impegnato nel tentativo di poter rendere possibile il ritorno di un nuovo fascismo che dia credito a chi campa di razzismo, intolleranza e omofobia.