La Lega vorrebbe mettere le mani sul presepio

Come ogni Natale, anche quest'anno i leghisti vorrebbero di mettere le mani sul presepio per trasformarlo in un loro simbolo identitario che possa promuovere razzismo e intolleranza.
E così, Savini, Pillon e Sasso hanno già inizialo a dire che il presepe andrebbe imposto ai bambini e che sarebbe fatto obbligo rappresentare Gesù di pelle bianca e dai tratti europei. In fondo, una rappresentazione storica non gli permetterebbe di poterlo usare per i loro fini ideologici.
A loro si è aggiunta l'immancabile Isabella Tovagglieri, che contesta il presepe allestito dalla diocesi di Bruxelles perché ritenuto troppo inclusivo.
A suo dire, non rappresentare Gesù come un europeo bianco, magari con le sembianze di Orban o di Pputin, sarebbe un "oltraggio alla maggioranza cattolica che si deve piegare per non offendere una minoranza musulmana". E se è vero che lei parrebbe odiare a morte i mussulmani, non si capisce perché dovrebbero c'entrare qualcosa col presepe che lei accusa di non essere razzista quanto lei vorrebbe.

Non poteva mancare una citazione a casaccio di quel fantomatico "woke" che si è inventato il loro Trump.
L'aspetto più pericoloso del suo livoroso messaggio è il sostenere che chi si crede maggioranza avrebbe ogni diritto di poter calpestare i diritti delle minoranze. Se ci sono più eterosessuali, l'omofobia va promossa per ritorno elettorale. Se c'è una maggioranza di cristiani, il principio della laicità va calpestato per ritorno elettorale. Evidentemente pensa che la sopraffazione sia il fine ultimo a cui ambire.