L'attacco di Belpietro alla libertà delle gemelle Kessler

Le gemelle Kessler sono morte assieme, come desideravano. Hanno passato la vita a sfidare i tabù imposti dai falsi perbenisti dell'epoca e hanno scelto di morire libere, secondo la loro volontà e non quella di Simone Pillon o di Jacopo Coghe.
Ma il quotidiano di Belpietro non gli ha risparmiato critiche, titolando in prima pagina che la loro morte sarebbe stata "triste" quasi quanto un Quirinale che osa ostacolare gli i intessi personali delle loro amatissime sorelle Meloni.

La differenza è che le gemelle Kessler hanno lasciato la loro eredità a Medici senza Frontiere, le sorelle Meloni fanno soldi ostacolando le ong che provano a salvare vite umane nel Mediterraneo. Ma il giornale di Belpietro non ha dubbi su chi siano le loro preferite.
In realtà, l'articolo non è neppure così critico contro la libertà espressa dalle gemelle Kessler. Ma Belpietro si è premurato di condire il tutto con il comunicato dell'organizzazione forzanovista Provita Onlus atto a lamentarsi di chi concede liberò di scelta alle persone.
In quel comunicato, Toni Brande elargisce condanne a piene mani e si inventa persino che gemelle Kessler avrebbero scelto la morte assistita per problemi finanziari. Insomma, si appellano a scuse e pretesti al limite del surreale pur di non dire chiaramente che a loro non piace che qualcuno possa scegliere contro il loro volere.

Non manca un attacco all'associazione Luca Coscioni, odiata perché promuove la libertà dei malati terminali contro gli interessi di una Giorgia Meloni che potrebbe ottenere il supporto della Chiesa se insisterà a negare ogni libertà di scelta agli italiani.