L'ira del pastore evangelico contro la libertà di scelta espressa dalla gemelle Kessler

Le gemelle Kessler non erano depresse, non erano attaccate ad una spina ed erano già invecchiate. Davanti ai fatti, non si capisce perché il pastore Luigi Carollo citi a casaccio i più beceri slogan della propaganda fozanovista per condannare la loro scelta di ricorrere al suicidio assistito:

Tra i tanti slogan di matrice forzanovista, Carollo omette di citare il vero motivo della loro scelta, ossia la volontà di non sopravvivere l'una all'altra.
magari lui potrà anche non essere d'accordo con quella scelta, ma non è rispettoso inventarsi altre teorie solo perché potrebbero spaventare i bigotti. Ed un briciolo di rispetto verso le scelte altrui dovrebbe essere doveroso, dato che non è chiaro da dove arrivi la sua convinzione che le sue idee sarebbero migliori di quelle degli altri e che andrebbero imposte a chi non la pensa come lui.
Se Gesù invitava a non giudicare, i proseliti di Carollo parrebbero non condividere quel semplice precetto. E così, iniziano a dure che chi sceglie l'eutanasia sarebbe senza Dio o che non avere figli sarebbe causa di suicidio. Chissà, magari è proprio quello il motivo per cui vogliono vietare i figli ai gay, così da potersi vantare di aver contribuito alla loro morte.
C'è pure chi sostiene che se sua madre ha fatto scelte diverse, gli altri andrebbero costretti a fare come lei. E pazienza se sua madre ha potuto decidere mentre loro vorrebbero togliere la medesima libertà di scelta agli altri:

Più inquietante è trovare il pastore che rude divertito perché in suo amico gli ha suggerito di usare quei cadaveri ancora caldi, quasi come se il suo obiettivo fosse quello di ottenere più commenti sui social:


Il presunto "spunto" parrebbe essere questo post:

Peccato che sia un palese plagio del solito messaggio ideologico pubblicato dal leghista Simone Pillon:

E quindi, il divieto alla libertà di scelta diventa motivo di propaganda politica per i partiti sostenuti da Carollo, elogiati perché sono amici di chi uccide bambini palestinesi e perché promettono leggi repressive che vietino al libertà di poterla pensare diversamente da loro.
Ma se Carollo si sente legittimato a poter condannare chiunque non faccia ciò che dice lui, anche gli altri dovrebbero poter avere il diritto di giudicare le sue scelte? A giudicare dal suo essersi vantato di aver sporto querela verso chi contestava le sue scelte familiari, parrebbe di no. E non è un buon segnale chi vuole giudicare senza essere giudicato.