L'odio della destra che si dice "cristiana" contro chi predica amore

Non è la prima volta che il pastore evangelico Luigi Carollo prova a sostenere che dalla sua eterosessualità dovrebbero derivare diritti civili esclusivi. Evidentemente pensa che andare a letto con una donna sia un merito di cui fare vanto, dal quale dovrebbero poi derivare tutta una serie privilegi esclusivi in tema di sanità, successione e diritti civili.
Rendendoci partecipi delle sue pruriginose fantasie su unioni che lui sostiene dovrebbero essere ritenute "orgie", oggi prova a sostenere che non sarebbe "matrimonio" tutto ciò che non considera la donna come oggetto utile alla cura dei figli del maschio.

Peccato che il presunto "giornale" da lui citato sia "Informazione cattolica" e che l'autrice dell'articolo sia una signora a cui non sta bene neppure che una donna bianca possa sposare un uomo di colore:

Nel suo odierno attacco, la signora Angelica La Rosa scrive:
La notizia proveniente da Berlino ha fatto il giro del mondo: una pastora protestante, Lena Müller, ha celebrato una sorta di “matrimonio” tra quattro uomini, benedicendo la loro unione davanti a Dio, sebbene la poligamia – in qualsiasi forma – sia vietata dalla legge tedesca e incompatibile con la dottrina cristiana.
Un gesto che, nelle intenzioni della sua autrice, voleva essere un segno di inclusione, di apertura e di amore universale. In realtà, rappresenta uno degli esempi più lampanti della confusione morale e spirituale che sta travolgendo l’Europa contemporanea.
La signora passa ben presto a chiarire che il suo odio deriva dalla sua omofobia, spacciata per un dogma di fede:
Il primo problema di questo episodio non è solo giuridico, quanto teologico e simbolico. Una guida religiosa che usa l’altare come palcoscenico ideologico tradisce la sua missione. La fede cristiana, da sempre, riconosce nel matrimonio l’unione stabile e complementare di due persone – un uomo e una donna – fondata sull’amore e sull’apertura alla vita.
Qui, invece, il concetto stesso di matrimonio è stato svuotato, deformato, ridotto a pura “autenticità emotiva”: se ci si ama, tutto è permesso.
Secondo la signora, l'eterosessualità garantirebbe un "impegno reciproco" mentre ogni relazione gay esprimerebbe un "desiderio momentaneo".
Buffo, dato che la quasi totalità dei leader populisti ha almeno due mogli e molteplici amanti...
La signora sostiene anche che "se il criterio è solo l’amore soggettivo, ogni limite morale cade, e la fede diventa una giustificazione per qualsiasi comportamento" e che "una comunità che non riconosce più alcun ordine naturale o simbolico finisce per distruggere se stessa, perché rinuncia a qualsiasi fondamento condiviso di verità".
Ma se nessuno vieta alla signora Angelica La Rosa di sminuirsi e di reputarsi un oggetto adibito a produrre prole, ma non di capisce perché senta il bisogno di insultare e maledire chi non la pensa come lei. Dirsi "cristiani" e poi pretendere che si neghi la benedizione di Dio a qualcun altro, magari accettando i patriarchi russi che benedicono le armi usate per uccidere civili ucraini, pare una contraddizione.
Avremmo voluto verificare la "notizia", ma caso vuole che l'unica fonte sia il dito integralista UCCR:
Naturalmente anche loro hanno cercato di sostenere che Dio odierebbe i gay ed amerebbe chi li odia. Sul loro sito, scrivono:
La reverenda Lena Müller inguaia la Chiesa evangelica, che già legittima unioni omosessuali. Ma se si abbattono le fondamenta del matrimonio è normale che l’edificio crolli.
Secondo loro, dunque, ad "inguaiare" la chiesa sarebbe chi non odia le unioni civili, non i tanti preti pedofilo che stuprano minorenni. Poi passano alla solita diffamazione della reverenda, accusata di non essere razzista come frequentatori di prostitute che piacciono alla destra:
La reverenda Lena Müller si presenta rigorosamente con i capelli color fucsia e ama definirsi “prete per l’inclusione e il femminismo intersezionale, queer friendly e antirazzista”.
Sembrano sempre personaggi così identici gli uni agli altri, dicono e scrivono le stesse cose, le stesse parole vuote ripetute come un mantra. Quasi creati artificialmente con uno stampino queer.
Che gli omofobi accusino qualcuno di dire sempre le stesse cose è quasi vomico, dato che loro campano da anni su quattro slogan basati sulla truffa "gender".
Passano poi ad invocare il carcere, perché un conto è un presidente che corrompe giovani prostitute tra una deportazione e l'altra, un altro è accettare che altri possano fare scelte di vita a loro sgraditi:
Dal punto di vista legale, Müller deve aver scordato che la poligamia è un reato anche in Germania, persino punibile ai sensi dell’articolo 172 del Codice Penale tedesco (StGB).
Ma dal punto di vista logico, la pastora, al contrario di quanto si possa pensare, non ha alcun torto.
Le coppie omosessuali si sposano da anni nella Chiesa protestante e, una volta che le fondamenta del matrimonio sono state abbattute con l’ampliamento alle persone dello stesso sesso in nome del “love is love”, non c’è più alcun argomento valido per difendere il requisito numerico dei due componenti.
Peccato, però, che una benedizione non sia un atto civile e che sia abbastanza surreale invocare il carcere-. Ed pè indicativo anche il tentativo di ripetere gli slogan di Pillon, che sostiene che senza imporre l'eterosessualità non si potrà vietare l'amore altrui mentre si benedicono le bombe che uccidono bambini in Palestina.
Gli slogan proseguono:
Se il matrimonio non è più legato alla natura complementare dell’uomo e della donna, ma a un generico sentimento soggettivo consensuale, allora non c’è più motivo di fermarsi al numero due.
È il destino di ogni rivoluzione etica: distruggere le basi e poi stupirsi che l’edificio crolli. Così, mentre la Chiesa cattolica si accinge a pubblicare un documento sulla monogamia, le Chiese che si sono allontanate da Roma continuano a “sperimentare” nuovi modelli di progresso.
L’esperimento stesso mostra la sua inevitabile conseguenza: quando si abbandona il principio, ogni limite diventa arbitrario.
Peccato che i signori dell'Uccr non abbiano voluto rendere onore al limite della decenza. Ma va ricordato che si tratta di integralisti che provano a sostenere Carlo Maria Viganò sostenendo che sarebbe più grave un papa che non odia le donne trans di chi benedice le guerre:

Ovviamente parlano al maschile delle donne trans, come Simone Pillon e Jacopo Coghe, per cercare di incoraggiare i loro lettori alla discriminazione. Però sostengono di essere "cristiani"...
Non meno ipocrita è il loro sostenere che Carollo avrebbe ogni diritto di dire che Dio sarebbe malvagio perché si definisce pastore. Ma se una pastora osa pensare che Dio sia buono, lei va insultata perché osa non dare ragione a chi assicura che non esista essere più omofobo e intollerante di Dio.