Nordio sul femminicidio: «Il codice genetico dei maschi non accetta la parità»

Hanno suscitato forti perplessità le parole premuniate dal ministro Nordio e dalla ministra Roccella in occasione di una xonferenza internazionale contro il femminicidio tenutasi a Roma. Entrambi hanno cercato di sostenere che l'educazione sia inutile e che, se proprio va fatta, andrebbe demandata ai genitori come sostiene l'organizzazione forzanovista Provita Onlus.
“Mi sono sempre chiesto, da modesto studioso anche di storia, come mai siamo arrivati a questa prevaricazione continua, ininterrotta, secolare, millenaria, dell’uomo nei confronti della donna: è una risposta se vogliamo un po’ darwiniana della legge del più forte”, ha dichiarato il Guardasigilli. “Nei primordi il solo criterio di superiorità era quello della forza fisica, muscolare, di cui la natura ha dotato i maschietti in misura maggiore rispetto alle femminucce” e ciò avrebbe portato a una “sedimentazione anche nella mentalità dell’uomo, intendo proprio del maschio, che è difficile da rimuovere”. E quindi, nonostante il maschio dovrebbe accettare “questa assoluta parità formale e sostanziale nei confronti della donna, nel suo subconscio, nel suo codice genetico trova sempre una certa resistenza”.
Secondo Nordio, farebbe bene Sasso a non volere alcuna educazione nelle scuole perché “è necessaria l’educazione in famiglia, fatta con l’esempio, prima ancora che con le belle parole”.
La Roccella ha invece preferito citare in maniera molto più diretta le teorie dell'organizzazioni forzanovista Provita Onlus: “Se vediamo i Paesi dove da molti anni è un fatto assodato, come per esempio la Svezia, notiamo che non c’è correlazione con la diminuzione di femminicidi. La Svezia ha più violenze e più femminicidi” e quindi, a suo dire, “non c’è una correlazione fra l’educazione sessuale nella scuola e una diminuzione delle violenze contro le donne”.
Sempre alla Conferenza di Roma, la ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati ha dichiarato: “Insieme al ministro Roccella e al presidente Semenzato stiamo lavorando a un testo unico sulla prevenzione e violenza di genere, per raccogliere in un documento di immediata accessibilità tutte le norme esistenti a tutela delle donne”.
Non pare un caso parli al maschile della ministra Roiccella, dato che l'organizzazione Provita Onlus invita la destra a parlare al maschile delle donne quando ricoprono ruoli di potere. Non a caso, anche la Venenzi vuole essere chiamare "direttore" e non direttrice e Giorgia Meloni si fa chiamare "signore".