Pillon sostiene che bisognerebbe togliere i figli ai gay e lasciarli agli a chi li costringe a defecare in una buca

Secondo le corti europee, il leghista Simone Pillon non può cancellare i matrimoni contratti all'estero solo perché lui è un omofobo di estrema destra. Secondo i tribunali italiani, i bambini non andrebbero resi orfani solo per soddisfare la sua incolmabile sete di discriminazione. E se vuoi costringere i tuoi figli a defecare in una buca in giardino e gli impedisci a vedere coetanei, fortunatamente ci sono servizi sociali pronti a tutelare i minori.
Ma Pillon urla che lui avrebbe schifo di chi tutela i minori o difende diritti civili, perché il suo unico interesse sarebbe quello di portare via figlie felici da amorevoli genitori gay che manco fanno defecare in giardino la loro prole:

Pillon appare già sgradevole ogni volta che bestemmia Dio mentre tenta attribuendogli le sue opinabili idee. Ma è davvero inaccettabile trovarlo a molestarlo due genitori e inviti i suoi hater ad un'aggressione squadrista contro due onesti papà per mettere a frutto il degrado etico e valoriale da lui promosso.
Oltre alla gravità dell'evidente violenza privata verso la coppia, che probabilmente avrebbe ogni motivo di trascorro in tribunale, pare davvero disgustoso il livello di degrado a cui si stanno spingendo i populisti. Due immigrati che non rispettano le nostre leggi vengono esaltati ritenuti utili ad attaccare i giudici in vista di un referendum. E per cercar di fomentare gli intolleranti, Salvini urla che bisognerebbe togliere i figli ai rom mentre Pillon preferisce far leva sull'omofobia chiedendo che siano resi orfani i bambini che crescono felici in famiglie che lui odia in sfregio alla nostra Costituzione. Tutta la loro retorica è costruita sull'odio e finalizzata all'odio, quasi non fossero capaci di provare altri sentimenti.
Pillon prova a mettere insieme famiglie omogenitoriali, matrimonio egualitario e una vicenda di incuria grave come se fossero la stessa cosa. Peccato che due uomini o due donne che crescono un figlio non commettano reati. Vivono, lavorano, pagano tasse, mandano i figli a scuola, li vaccinano, li curano, li proteggono.
Al massimo non le avvelenano con funghi raccolti a caso, non gli impediscono di andare a scuola e non lo lasciano senza cure mediche, igiene e sicurezza. Perché questo, e non certamente “il bosco”, è il vero motivo dell’allontanamento dei bambini di Chieti.
Il suo tentativo di equiparare una famiglia che cresce i figli con responsabilità ad una famiglia che li espone a pericoli oggettivi è semplicemente vergognoso. Ma è anche un utile strumento per capire che probabilmente a lui non freghi nulla dei bambini, ma voglia solo punire chi non rientra nei suoi schemi ideologico.