Pillon torna ad attaccare l'educazione nelle scuole


Il leghista Simone Pillon parte dal presupposto che nessun genitore leghista desideri educare i figli ad una sana sessualità, motivo per cui assicura che solo chi è di sinistra potrebbe ambire a lezioni sul sesso sicuro nelle scuole.
A Francesco Borgonovo, ha raccontato che l'educazione sessuale "rincoglionirebbe" i ragazzi e spiegargli come fare sesso protetto li renderebbe "incapaci di distinguere un maschio da una femmina";



Peccato che per sostenere simili teorie servirebbero prove, non banali invettive in cui Pillon ricicla uno slogan che ripete ossessivamente contro ogni cosa.

Citando a casaccio la peggior propaganda di estrema destra, ha sostenuto che l'educazione sarebbe inutile educare i ragazzi sarebbe "fascismo" perché lui vorrebbe sentirsi libero di corrompere la sua prole al suo pensiero unico:

L'educazione sessuale non ha mai fermato i femminicidi, anche perché se così fosse avremmo paesi dove l'educazione sessuale si fa da anni anche alle elementari, che avrebbero tassi molto più bassi del nostro, ma invece non è così, anzi nel nord Europa hanno tassi di femminicidio molto più alti dei nostri, quindi l'educazione sessuale non è quella che risolve il problema. Qui però dobbiamo togliere finalmente la foglia di fico e svelare quello che c'è dietro. Dietro all'educazione sessuale c'è il tentativo costante che fa la sinistra di indottrinare i figli degli altri, vogliono cioè sessualizzare precocemente i minori, vogliono portare l'agenda gender nelle scuole, vogliono rincoglionire i nostri figli e ridurli a ebeti che non sanno più distinguere un maschio da una femmina, vogliono raccontare ai bambini che possono essere quello che vogliono da grandi maschi: femmine, bisessuali, transessuali, con tre piselli, con non so che cosa. R vogliono rubare l'innocenza ai nostri ragazzi. Allora, siccome viviamo in un paese libero, se tu vuoi per i tuoi figli quelle porcherie gender li, accomodati, lo puoi fare, nessuno te lo nega, nessuno te lo vieta, prendi tutti i libricini gender, prendi tutti i filmini gender, prendi tutte le porcherie gender e gliele insegni a tuo figlio.
Ma se io, se permetti, per mio figlio voglio un'educazione alla sessualità e all'affettività che parta dalla centralità, dalla meraviglia, dalla bellezza della relazione tra il maschile e il femminile, la gioia e la meraviglia dell'incontrarci nella differenza meravigliosa che c'è tra un uomo e una donna, capaci unici di donare la vita, di fare venire al mondo nuovi esseri umani, questi sono fatti miei e tu non devi interferire. Concludo, questa sinistra è doppiamente traditrice, perché l'articolo 30 della Costituzione fu voluto anche dalla sinistra, perché non si voleva tornare a commettere l'errore che era stato commesso durante il fascismo, quando i bambini e i ragazzini venivano indottrinati dal regime e venivano messi coi figli della lupa, coi balilla, con tutte queste menate qua per indottrinare i bambini fin da piccoli nelle ideologie fasciste. Ma la lupa era genitore 1? Sì, genitore 1 o genitore 2. Fu l'assemblea costituente con il voto determinante della sinistra a volere l'articolo 30.
Come a dire, l'educazione dei figli si deve rispettare ai genitori, la politica non deve centrare, il regime non deve centrare, i figli sono a carico dei genitori. Oggi questa sinistra si rimangia tutto, perché, mi perdonerà l'amico Bozzo, ma cito Papa Francesco, forse c'è un po' troppa frociaggine in giro.

Insomma, Pillon pare convinto che ostentare la sua omofobia possa bastare a contestare ogni forma di progresso.
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