Porro difende i balletti anti-contestatori della signora Meloni

Nicola Porro paragona una presidente del consiglio che saltella urlando "chi non salta comunista è" durante un comizio in piazza a chi balla ad una festa a sostegno dei diritti civili.
Eppure persino lui potrebbe riuscire a capire che la Schlein nons tesse ballando contro qualcuno, al contrario di quella signora che dovrebbe rappresentare tutti gli italiani ma poi si diverte a insultare chi non la vota e non è di estrema destra quanto lei.

Il paragone pare molto azzardato, ma Porro sa bene che far leva su odio ed omofobia faccia sempre presa fra lettori che campano di pregiudizi. E non manca neppure il solito omofobo che si inventa che ai Pride qualcuno andrebbe in giro "coi genitali di fuori":

Ci fosse giustizia, il signor Massimiliano dovrebbe essere portato in tribunale a spiegare il perché della sua calunnia, finalizzata all'istigazione all'odio. Ma siamo in Italia e l'odio è il motivo con cui la destra cerca voti mentre aumenta le accise e regala dazi ai loro alleati d'oltreoceano...
La polemica di Porro non è manco originale, dato che a destra va di moda dire tutto ciò che gli viene detto di affermare. E così, dice quello che ha detto Diego Fusaro:

Nel suo articolo, l'integralista filo-russo attacca sia la destra populista che i diritti delle persone lgbt:
Nel corso di un recente ritrovo partenopeo della destra bluette neoliberale e filoatlantista, è improvvisamente partito il ballo di gruppo sulle note di "chi non salta comunista è". Tra i tanti, si sono scatenati scompostamente anche Tajani e Giorgia Meloni. Si tratta di scene francamente vergognose, che fanno il paio con quelle di Elly Schlein e di Zan che goffamente ballano sulle note di maracaibo sui carri del pride tra parrucche fucsia e uomini camuffati da donne.
Porro parrebbe aver preso l'idea, ha mantenuto tutti i risvolti più omofobi e l'ha trasformata in un elogio della sua nera sovrana.